Expo 2015, rischio infiltrazioni mafiose: segnalata un'azienda sospetta

100 paesi per Expo 2015

Si è già detto più di una volta: Expo 2015, il grande progetto che vedrà impegnata la città di Milano tra un paio d'anni (qui il punto della situazione), fa gola a molti. Tantissimi soldi in ballo e altrettante possibilità di guadagno.

Non può quindi non interessare alle organizzazioni criminali. Proprio ieri il prefetto Gianvalerio Lombardi ha firmato una 'misura interdittiva' (sulla base di un'informativa del gruppo che controlla la regolarità degli appalti contro le infiltrazioni mafiose, di cui fa parte anche la Dia) nei confronti di un'azienda che sta lavorando al grande evento, e che è stata recapitata presso la sede della società che sta gestendo l'esposizione, in via Rovello.

Come leggiamo sul Corriere,

nel mirino è finita la ditta siciliana Ventura spa, una delle partecipanti al consorzio di imprese che ha vinto l'appalto più importante, quello per la costruzione della 'piastra', cioè dell'ossatura di Expo

Il documento ha effetto immediato: come riporta Repubblica toccherà alla società Expo 2015 chiedere alla società Mantovani - che è a capo dell'appalto da 272 milioni - di escludere la Ventura.

Il documento emesso dal prefetto infatti ha effetto immediato e la Mantovani dovrà prima di tutto interrompere subito i rapporti con la società Ventura. Poi nel giro di 30 giorni dovrà comunicare "se ha trovato un sostituto o se lascia alla spa il compito di affidare quell'incarico".

Inoltre in base al protocollo di legalità, che tutte le aziende devono sottoscrivere se vogliono lavorare per l'Expo, per qualsiasi incarico, l'azienda capofila "dovrà pagare alla società Expo una penale pari al 5 per cento del corrispettivo dei lavori affidati all'impresa allontanata" - fonte Corriere -.

Intanto l'amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, ha già discusso del protocollo di legalità con il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri.

Bisogna infatti "rispettare i tempi previsti": la segnalazione è arrivata a sei mesi di distanza dalla vittoria dell'appalto, quando la prefettura, sempre secondo il protocollo, deve rispondere entro 45 giorni "segnalando eventuali irregolarità riscontrate nel curriculum delle ditte prescelte".

Il ministro ha già confermato che il prossimo 28 gennaio verrà a Milano, oltre che per visitare il sito, anche per fare il punto sul protocollo di legalità, cercando una soluzione per velocizzare le procedure e renderlo così più efficace.

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