Quote latte: nessun politico della Lega Nord risulta indagato

Dopo il blitz nelle sedi della Lega Nord nell'ambito dell'inchiesta sulle quote latte, a distanza di poco più di un mese dalle elezioni, ieri in Procura a Milano è stato il giorno delle precisazioni ufficiali. Ai cronisti il procuratore aggiunto Francesco Greco ha chiarito che l'attività della Gdf di due giorni fa non era indirizzata ad acquisire elementi di indagine sul Carroccio.

Non c'è alcun politico o esponente di partito o funzionario pubblico indagato per corruzione. Il partito ha dato anche ampia collaborazione nello svolgimento delle indagini

Il segretario federale Roberto Maroni ha espresso la sua soddisfazione tramite un sobrio tweet

I giornali mascalzoni che ci hanno riempito oggi di fango saranno chiamati a rispondere civilmente del danno fatto alla Lega onesta. Chiederò 10 milioni di euro, da dare in beneficenza

Foto | Flickr

La finanza negli uffici della Lega: Maroni urla al complotto dei magistrati

La guardia di finanza di Milano, su ordine del pm Maurizio Ascione, ha perquisito le sedi della Lega Nord a Milano e Torino nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta e corruzione con al centro presunte irregolarità sulle quote latte.
Nella sede milanese di via Bellerio erano presenti i vertici leghisti, Maroni, Bossi e Calderoli i quali si sono subito appellati all'immunità parlamentare perché le documentazioni sequestrate appartengono a leghisti eletti in parlamento.

Il segretario federale del Carroccio, Roberto Maroni ha voluto precisare che la Lega non c'entra nulla nell'inchiesta e che nessun esponente del partito risulta, al momento, indagato. Maroni ha anche commentato l'accaduto, aggiungendo di essere convinto che ci sia una sorta di atteggiamento complottistico della magistratura nei confronti della Lega Nord.

L'inchiesta, che va avanti da alcuni mesi, riguarda la bancarotta della cooperativa milanese "La Lombarda", travolta da un buco da ben 80 milioni di euro. Oltre alla bancarotta, gli inquirenti ipotizzano anche il reato di corruzione: si sospetta di presunti versamenti di mazzette a funzionari pubblici e politici per interventi, sia ministeriali sia legislativi, a favore degli agricoltori per ritardare i pagamenti sulle quote latte da versare all'Unione europea.
I finanzieri hanno allargato l'inchiesta anche al Piemonte, tanto che è stata perquisita anche la sede della Lega a Torino. Già ascoltati dai magistrati anche gli ex ministri delle politiche agricole Giancarlo Galan e Luca Zaia.
Gli inquirenti stanno indagando in particolare sui rapporti commerciali fra "La Lombarda" e altre società.

Foto by Getty Images

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