
Dopo l’arte di strada della Cow Parade, sbarca tra le piazze e le via di Milano un grande artista come Botero. Le sue opere ‘ciccione’ sono apparse in giro per il centro a rallegrare le strade cittadine, le potete vedere tra la piazzetta Reale, la Galleria Vittorio Emanuele, il Castello Sforzesco, Corso Vittorio Emanuele e la Stazione Centrale. Le opere sono complementari alla mostra dedicata all’artista colombiano, infatti, a Palazzo Reale è stata allestita una personale che rimarrà aperta al pubblico fino al 16 settembre.

PuLPeR
09 lug 2007 - 12:17 - #1Sabato, di fronte a Palazzo Reale, ho visto già le prime statue “scalate” da bimbi dietro l’incitamento dei genitori che volevano scattare delle foto ai loro prodi pargoli.
Direi che iniziamo proprio male. In ogni caso, a nostra parziale discolpa, non erano turisti italiani. Però, non c’era nemmeno nessuno a controllare…
cubes
09 lug 2007 - 12:51 - #2prima le mucche, ora le ciccione di botero… ahhh ho capito! e’ una campagna contro l’anoressia!
maledetto fashion-system!
Nicola Ottomano
09 lug 2007 - 13:16 - #3@Pulper
Se delle opere vengono esposte in una piazza/via pubblica è lecito aspettarsi che un 5% di cretini si impegni per rovinarle. tanto più se non ci sono controlli.
In ogni caso ci sono anche i piccioni, le intemperie ecc…
Diciamo che le vere opere d’arte sono protette nei musei (soprattutto sono protette dai prezzi dei biglietti, per cui il truzzo di turno non andrà mai a vederle, tanto meno ad imbrattarle/rovinarle).
Le riproduzioni di Botero hanno un valore tecnico, ma non artistico… di quelle statue se ne possono fare mille in serie… diversamente se l’opera è originale (ma quelle esposte non lo sono… trattasi di copia).
bye
maxma
09 lug 2007 - 13:55 - #4@nicola
va bene che sono copie e se anche vengono demolite chissenefrega, ma è il principio. non bisognerebbe salirci sopra, imbrattarle, rovinarle indipendentemente dal fatto che siano copie o originali. altrimenti dovremmo accettare che cose di poco valore possono essere distrutte a piacere. cultura e sensibilità ci vogliono.
davixx88
09 lug 2007 - 14:03 - #5io l’ho visto il cavallo ciccione…squallido
Nicola Ottomano
09 lug 2007 - 16:01 - #6@maxma
Sono pienamente daccordo con te. Purtroppo però, se si fanno manifestazioni del genere, vanno messe in conto anche le persone incivili.
In ogni caso preferisco che sulla statua di botero ci salga un bambino per fare la foto (che magari poi potrà rivedere/ricordare in futuro ed appassionarsi all’arte) che un gruppo di ragazzetti che si diverte ad imbrattarla con lo spray.
bye
Felice
09 lug 2007 - 16:09 - #7In qualsiasi altro paese civile i bambini non ci salirebbero perchè verrebbero fermati prima dai genitori. In questo paese vittima della dittatura dei bambini e con genitori privi di spina dorsale è permesso tutto. Partono dapprima a scalare i monumenti, poi passano alla bomboletta spray per esprimere la loro arte e quando hanno 18 anni passano a scorrazzare a 180 orari per le vie della città. Poveri pargoli e poveri genitori che hanno scambiato il ruole educativo di genitore per “amicizia” e come sapete tutti in amicizia tutto è concesso.
PuLPeR
09 lug 2007 - 16:31 - #8@Nicola
Il fatto che siano copie non ne rende lecito l’utilizzo improprio. Poi, conoscendo l’andazzo, se qualche marmocchio si facesse male arrampicandoci, i danni sono sicuro che li farebbero pagare al Comune che non ha affisso divieti specifici e menate simili!
@Felice
Nel mio primo intervento ho voluto specificare volontariamente che i turisti in questione erano stranieri.
In ogni caso, per quel poco che ho visto del mondo, l’educazione dei figli è un hobby in disuso in ogni angolo del globo. D’altronde, oramai chi dà un buffetto sulla guancia del figlio viene visto come un bruto!
Felice
09 lug 2007 - 16:48 - #9@PuLPer
A un certo punto abbiamo pensato che dovevamo essere “amici” dei nostri figli e dei giovani in genere. E abbiamo rinunciato al cosiddetto “ruolo” - una parola che non va più di moda. Se ci credessimo davvero, nel nostro “ruolo”, forse faremmo meglio tutto, e invece abbiamo rinunciato ad esso. Anche perché credere nel proprio ruolo di genitori, ed entrarci, è difficile, vuol dire assumersi delle responsabilità.
E’ molto più comodo lasciar correre, essere “amici” dei figli e quindi non punire, comprendere tutto…
L’altra grande parola che noi abbiamo ereditato, che ci siamo trovati in mezzo ai piedi, è la parola “dialogo”: bellissima, però molto equivoca mi pare. Perché dialogare, capire sempre le motivazioni
dell’altro va certamente bene, ma non quando un adulto si trova davanti un ragazzo. In quel caso, infatti, sono di fronte due parti diverse, e se uno rinuncia alla sua è un guaio. L’adulto, in genere, dovrebbe saperne di più di un ragazzo: a noi invece questo “saperne di più” non è piaciuto; ci è sembrato pesante, non democratico, in qualche modo costrittivo. E quindi verso i nostri figli o i nostri allievi abbiamo fatto qualcosa di subdolo: abbiamo fatto finta di sapere quanto loro. La mia è una generazione di adulti che si mettono sempre in ginocchio per essere della stessa altezza dei bambini. Questo però non va bene, perché siamo più grandi.
In una famiglia-tipo di oggi, a un bambino di tre anni la mamma o il papà domandano: “Caro, cosa preferisci per cena stasera? La pasta o il riso?”. Io l’ho sentito chiedere centinaia di volte.
A tre anni gli sottoponiamo il menu. Poi quando ne ha quindici gli chiediamo: “A che ora torni stanotte
dalla discoteca, tesoro? Fa’ un po’ tu…”. Oppure: “Che cosa vuoi studiare? Preferisci la matematica o l’inglese?”. È una finta democrazia questa, in questo modo non stiamo aiutando davvero i nostri figli, nemmeno quelli che si ostinano a scalare le statue di Botero.
Paro
09 lug 2007 - 18:04 - #10La verità che che non si ha rispetto per l’arte.
Sono sicuro che se non ci fosse la sorveglianza, i mocciosi rovinerebbero pure il Duomo.
Nicola Ottomano
10 lug 2007 - 00:03 - #11@Felice
Tutto dipende dai genitori. Io sono cresciuto in una famiglia dove una semplice occhiata di mio padre bastava a farmi gelare il sangue nelle vene.
E devo dire che un paio di volte le ho prese da mio padre, ma aveva tutte le sacrosante ragioni per darmele.
E’ pur vero che c’era mia madre a darmele quando non rigavo dritto, ma quelle erano “botte” per modo di dire. Un pò di ceffoni non hanno mai fatto male a nessuno.
Da noi si dice “Mazzate e panelle fanno i figlje belle” (Botte e pane rendono i figli giusti).
bye