Milano, l'arte gay vietata ai minori

pubblicato: lunedì 09 luglio 2007 da alecondi

Sarà vietata ai minori di 18 anni (”almeno in un primo momento”, ha detto l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi) la mostra Vade retro. Arte e omosessualità da von Gloeden a Pierre et Gilles.

Come ricorderete, l’esistenza stessa di questo evento culturale era stata in dubbio, un po’ per le escandescenze di Sgarbi, un po’ per un certo perbenismo di alcuni esponenti politici locali. Sgarbi, infatti, non si è risparmiato una critica al vicesindaco Riccardo De Corato, che aveva annunciato mai più finanziamenti alle iniziative gay e lesbiche; in suo aiuto è arrivato Ignazio La Russa (anche lui di An) che ha firmato una delle (numerose) prefazioni al catalogo della mostra.

Andando alla mostra vera e propria, allestita al Palazzo della Ragione in piazza dei Mercanti (dal 10 luglio all’11 novembre), sono circa 200 le opere esposte tra quadri, sculture e fotografie. La parte principale della mostra è stata curata da Eugenio Viola (che ha raccolto la maggior parte dei pezzi, a cominciare dalle foto del barone von Gloeden), ma Sgarbi - che ne era l’ideatore - è intervenuto sulla parte più storicistica, aggiungendo qualche autore della prima metà del Novecento.

Ardua anche la scelta del titolo: all’inizio si era pensato a Froci!, poi scartato per evitare offese e incomprensioni; il curatore aveva scelto Ecce (H)omo, ma per rispettare la sensibilità della Curia e dei cattolici anche questo titolo è stato evitato. A quel punto Sgarbi ci ha provato con “Liberté, fraternité, diversité”, ma il riferimento alla diversità non è stato apprezzato (pare) da un parte della comunità lgbt. L’ultimo titolo (Vade retro) è stato quello definitivo, ma non si trova sulla copertina del catalogo: come vedete dalla foto è applicato sulla pellicola di plastica trasparente che avvolge il volume. Salvo che lo stesso adesivo si ritrova sul retro (con un’allusione un po’ grossier) del catalogo, stavolta stampato e non applicato.

Ah. Stavolta il patrocinio del Comune c’è.

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Commenti dei lettori

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    Ortablog

    09 lug 2007 - 20:45 - #1
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    Al di là del titolo è positivo che, almeno in questo caso, il comune abbia concesso il patrocinio.

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    […] Il divieto ai minori di 18 anni è durato un giorno solo. L’assessore alla Cultura di Milano, infatti, ha annunciato che la mostra adesso è aperta a tutti, dopo che è stata esclusa una delle opere più controverse, Miss Kitty di Paolo Schmidlin. […]

  • Balthuz

    02 ott 2007 - 17:26 - #3
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    La mostra (che ho visitato all’anteprima per la stampa) era imbarazzante. Ma non per il tema, quanto per la bruttezza di alcune opere esposte e per il taglio sottilmente omofobo. Da omosessuale dichiarato e militante (ancorchè a modo mio) mi sono sentito offeso. Bene ha fatto la Moratti a chiedere la rimozione di quelle opere, gratuitamente provocatorie quando non insensate, che istillavano un’orrenda idea di omosessualità intesa come anticlericalismo gratuito, pedofilia a tutti i costi e sessuomania morbosa e pornografica. Non siamo negli anni ‘70 e questo genere di manifestazioni, volute da un omofobo conclamato come Sgarbi (che usa i termini “culattone” e “lesbica” come abituali insulti, si vedano i molti filmati dell’assessore-curatore-prestatore su Youtube, dalle Iene in poi) non fanno altro che mortificare e offendere noi gay “normali” (e siamo in tanti), alimentando un’idea d’omosessualità assolutamente morbosa e lontana da qualunque realtà. La Moratti, poi, non ha censurato la mostra, alla quale aveva dato subito il patrocinio del Comune, scrivendone perfino un’introduzione in catalogo. Ha semplicemente chiesto la rimozione di alcune opere giustamente ritenute “fuori tema”. Ed ha fatto bene. Che c’entra con l’omosessualità, ad esempio, la bella scultura di Aron Demetz, “In ricordo della madre”, rappresentante un bambino che si guarda l’ombelico (ed esposta maliziosamente di schiena, quasi a voler sottolineare una vena pedofila del tema… Con l’affaire Alessandro Riva, ideatore della mostra, arrestato per presunta pedofilia, ancora fresco fresco nell’aria). Meglio sarebbe stata “Mio padre voleva un figlio”, quella sì a tema omosessuale, garbata e vera. Ma che ne sa Sgarbi, troppo impegnato a provocare ed insultare per studiare e informarsi. O la scultura del papa, che condanna sì, ma non uccide nessuno, come invece accade nell’Islam… Brava Moratti e via l’omofobo Sgarbi.

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