Ultima puntata (si spera definitiva) per la telenovela montata da Vittorio Sgarbi sulla mostra Arte e omosessualità.
Qui trovate una galleria di immagini.
Il divieto ai minori di 18 anni è durato un giorno solo. L’assessore alla Cultura di Milano, infatti, ha annunciato che la mostra adesso è aperta a tutti, dopo che è stata esclusa una delle opere più controverse, Miss Kitty di Paolo Schmidlin.
Noi però ve la facciamo vedere, prima e dopo la censura. In un primo momento, infatti,
l’opera era stata esposta con una mascherina, che nascondeva lo scandalo.
La scultura si doveva intitolare Josephine, e pour cause: l’anziano travestito raffigurato rivela una somiglianza impressionante con Joseph Ratzinger, Sommo pontefice dei cattolici con il nome di Benedetto XVI.
Dopo il tentativo con la mascherina Sgarbi ha ceduto e, pur ritenendo l’opera “un capolavoro”, l’ha ritirata dalla mostra.
Tutti felici?
OneMoreBlog
11 lug 2007 - 11:08 - #1Ecce Trans…
Balthuz
02 ott 2007 - 16:25 - #2La mostra (che ho visitato all’anteprima per la stampa) era imbarazzante. Ma non per il tema, quanto per la bruttezza di alcune opere esposte e per il taglio sottilmente omofobo. Da omosessuale dichiarato e militante (ancorchè a modo mio) mi sono sentito offeso. Bene ha fatto la Moratti a chiedere la rimozione di quelle opere, gratuitamente provocatorie quando non insensate, che istillavano un’orrenda idea di omosessualità intesa come anticlericalismo gratuito, pedofilia a tutti i costi e sessuomania morbosa e pornografica. Non siamo negli anni ‘70 e questo genere di manifestazioni, volute da un omofobo conclamato come Sgarbi (che usa i termini “culattone” e “lesbica” come abituali insulti, si vedano i molti filmati dell’assessore-curatore-prestatore su Youtube, dalle Iene in poi) non fanno altro che mortificare e offendere noi gay “normali” (e siamo in tanti), alimentando un’idea d’omosessualità assolutamente morbosa e lontana da qualunque realtà. La Moratti, poi, non ha censurato la mostra, alla quale aveva dato subito il patrocinio del Comune, scrivendone perfino un’introduzione in catalogo. Ha semplicemente chiesto la rimozione di alcune opere giustamente ritenute “fuori tema”. Ed ha fatto bene. Che c’entra con l’omosessualità, ad esempio, la bella scultura di Aron Demetz, “In ricordo della madre”, rappresentante un bambino che si guarda l’ombelico (ed esposta maliziosamente di schiena, quasi a voler sottolineare una vena pedofila del tema… Con l’affaire Alessandro Riva, ideatore della mostra, arrestato per presunta pedofilia, ancora fresco fresco nell’aria). Meglio sarebbe stata “Mio padre voleva un figlio”, quella sì a tema omosessuale, garbata e vera. Ma che ne sa Sgarbi, troppo impegnato a provocare ed insultare per studiare e informarsi. O la scultura del papa, che condanna sì, ma non uccide nessuno, come invece accade nell’Islam… Brava Moratti e via l’omofobo Sgarbi.