I lombardi pedalano sempre di più

Secondo il primo "Rilevamento dei ciclisti in Lombardia" (relativo al 2012 ed effettuato dalla Regione attraverso un'apposita convenzione quadriennale con la Federazione italiana amici della bicicletta), Cremona è la città con il maggior numero di ciclisti; a Lecco c'è il numero più alto di sportivi; a Varese le donne pedalano meno degli uomini; Bergamo è il capoluogo in cui il bike sharing incide di più su chi utilizza le due ruote mentre Brescia e Lodi sono le città che hanno più parcheggi.

Forse complice anche la crisi economica, ai Lombardi la bicicletta piace sempre di più e i numeri dimostrano che il suo utilizzo è maggiore anche nel tragitto casa-lavoro o casa-scuola, laddove sono presenti parcheggi attrezzati o custoditi. I dati sono stati presentati oggi dagli assessori regionali alle Infrastrutture e Mobilità, allo Sport e Giovani e all'Ambiente, insieme al presidente della Fiab Antonio Dalla Venezia, al presidente del Comitato Lombardia della Federazione ciclistica italiana Francesco Bernardelli, al vice presidente Cordiano Dagnoni e a due glorie del ciclismo italiano come Ernesto Colnago e Felice Gimondi.
Regione Lombardia sta, da un lato, portando avanti un'attività di raccolta dati sulle nuove infrastrutture e sui nuovi servizi e, dall'altro, monitorando l'utilizzo della bicicletta nei capoluoghi di provincia. Ha inoltre stanziato 11,3 milioni per 45 progetti di infrastrutture e servizi per la mobilità ciclistica e l'ampliamento dei sistemi di bike sharing.
Secondo i dati dell'Associazione nazionale ciclo motociclo e accessori negli ultimi quattro anni in Lombardia è stato venduto un milione di biciclette. La tendenza all'aumento dei ciclisti trova conferma in ambito nazionale, nel confronto fra auto immatricolate e bici vendute nel 2011 in Italia: il secondo dato è di quasi 2.000 unità superiore al primo, 1.748.143 contro 1.750.000.

Leonardo Salvemini, assessore all'Ambiente della Regione Lombardia ha centrato il problema dell'educazione stradale affermando che:

Questo studio è un esempio concreto di sussidiarietà orizzontale e contribuisce a educare i cittadini all'utilizzo della bicicletta: un comportamento che consentirebbe uno sgravio dal punto di vista ambientale in termini di CO2 e di minori emissioni di PM10. È essenziale in tal senso il supporto delle associazioni che, collegando l'azione amministrativa con il territorio, aiutano le Istituzioni a identificare le politiche necessarie. È dunque estremamente importante che l'uso della bicicletta entri a fare parte della nostra educazione ambientale, sia per quanto riguarda gli automobilisti, in chiave di maggiore sicurezza, che per i ciclisti e i pedoni

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