Il Comune di Milano, con una delibera della giunta di centrodestra guidata dalla Moratti, ha detto no in modo definitivo alla mostra Vade retro. Arte e omosessualità. La proposta di ritirare altre 10 opere, infatti, era stata respinta da Artematica (gli organizzatori) e senza le censure la Moratti non era disposta a dire sì.
Ma Sgarbi rilancia. Si farà un’altra mostra - “più grande, più prestigiosa e più completa” - sull’omosessualità “da Socrate a Dolce&Gabbana”, in cui ci saranno pittura scultura e letteratura. La Moratti è d’accordo, anzi preme perché ci sia qualcosa di Egon Schiele. La mostra, a Palazzo Reale, sarà aperta il 19 giugno 2008.
Aspetta e spera.
alessandro Gaja
28 lug 2007 - 09:25 - #1buffoni…non riescono a farla piccola e adesso addirittura la vogliono fare più grande..buffoni
pacuvio
28 lug 2007 - 09:52 - #2questa giunta purtroppo è sempre più comica…un giorno dice che stanno rollando i motori e che presto si parte, il giorno dopo che non c’è gasolio…intanto mandano un opuscolo a casa “Le porte di Milano” pieno di chiacchiere in classico stile politichese: faremo,faremo,faremo…
fatti, non pugnette…siamo sempre in ritardo su tutto, tranne che sull’ora dell’aperitivo
Nicola Ottomano
28 lug 2007 - 19:42 - #3Quoto… tipico comportamento della politica “Itagliana”
bye
lola
31 lug 2007 - 10:27 - #4bella l’itervista ieri alla moratti mentre amaggiava la salma di Pesce cito le parole “è stato un grande combattente contro le disuguaglianze” aggiungendo che vorrebbe dedicargli un giorno per ricordarlo, ma come fa ad essere così solidale con uno che combatteve le disuguaglianze quando lei per prima è per aumentarle come ad esempio questa storia delle mostre gay?? a me sembra che a lei stiano più che bene queste differenze ed anzi vanno marcate.
viva l’ipocrisia!!!
Villadarcore
29 ago 2007 - 17:14 - #5Beh, quanti problemi per una mostra. Proponiamo Villa Borromeo D’Adda di Arcore (si’ proprio Arcore) per la mostra di Sgarbi.
Balthuz
02 ott 2007 - 16:23 - #6La mostra (che ho visitato all’anteprima per la stampa) era imbarazzante. Ma non per il tema, quanto per la bruttezza di alcune opere esposte e per il taglio sottilmente omofobo. Da omosessuale dichiarato e militante (ancorchè a modo mio) mi sono sentito offeso. Bene ha fatto la Moratti a chiedere la rimozione di quelle opere, gratuitamente provocatorie quando non insensate, che istillavano un’orrenda idea di omosessualità intesa come anticlericalismo gratuito, pedofilia a tutti i costi e sessuomania morbosa e pornografica. Non siamo negli anni ‘70 e questo genere di manifestazioni, volute da un omofobo conclamato come Sgarbi (che usa i termini “culattone” e “lesbica” come abituali insulti, si vedano i molti filmati dell’assessore-curatore-prestatore su Youtube, dalle Iene in poi) non fanno altro che mortificare e offendere noi gay “normali” (e siamo in tanti), alimentando un’idea d’omosessualità assolutamente morbosa e lontana da qualunque realtà. La Moratti, poi, non ha censurato la mostra, alla quale aveva dato subito il patrocinio del Comune, scrivendone perfino un’introduzione in catalogo. Ha semplicemente chiesto la rimozione di alcune opere giustamente ritenute “fuori tema”. Ed ha fatto bene. Che c’entra con l’omosessualità, ad esempio, la bella scultura di Aron Demetz, “In ricordo della madre”, rappresentante un bambino che si guarda l’ombelico (ed esposta maliziosamente di schiena, quasi a voler sottolineare una vena pedofila del tema…). Meglio sarebbe stata “Mio padre voleva un figlio”, quella sì a tema omosessuale, garbata e vera. Ma che ne sa Sgarbi, troppo impegnato a provocare ed insultare per studiare e informarsi. O la scultura del papa, che condanna sì, ma non uccide nessuno, come invece accade nell’Islam… Brava Moratti e via l’omofobo Sgarbi.