Negozi, cambia la disciplina comunale

Piena libertà di aprire e chiudere quando si vuole. Per tutte le categorie, tranne che per il gioco d’azzardo. Dopo dieci anni il Comune aggiorna la disciplina degli orari delle attività commerciali datata 2003. E se sono poche le novità su negozi e attività artigiane, addirittura zero per discoteche e locali notturni, per le sale gioco e scommesse si impone la chiusura all'una. Una stretta per combattere la ludopatia, ovvero la sindrome di cui soffre chi sperpera tutto al gioco, che entrerà in vigore entro la fine di febbraio.

A detta del Comune di Milano

La nuova ordinanza, in sostituzione di quella risalente al 2003, si pone come disegno organico comunale successivo alla normativa sulle liberalizzazioni in materia di attività commerciali e dei pubblici esercizi indicate dal decreto “Salva Italia” del Governo Monti.

La novità principale è che i negozianti dovranno comunicare al Comune gli orari di apertura dell'esercizio: insomma, che facciano come vogliono, basta che espongano gli orari in vetrina in modo chiaro. Fanno eccezione le centinaia di sale dove oggi si gioca d'azzardo in città, molte delle quali oggi aperte tutta la notte. Per loro, e anche la Questura è d'accordo, l'orario tassativo sarà dalle 10 del mattino all'1 di notte. E' l'unico modo per l'Amministrazione di arginare il fenomeno, dato che le licenze sono concesse dalla Polizia.
Gli artigiani avranno un limite di apertura compreso tra le 6 del mattino e l'1. Novità anche per parrucchieri e centri estetici che non avranno più il giorno di chiusura obbligatorio e potranno tenere aperti dalle 7 alle 22.
Modifiche alle norme per le attività itineranti (i chioschi notturni dei panini, per intenderci): apertura dalle 8 alle 24 e per non più di due ore dalla sosta. Inoltre, potranno lavorare anche fino alle 2 ma al di fuori della cerchia della circonvallazione e distanti almeno 200 metri dalle abitazioni.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail