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Bici in affitto a Milano

Pubblicato: 23 ago 2007 da Chikatetsu

Commenti dei lettori

Milano vuole cambiare rotta e diminuire il traffico su gomma inquinante per aumentare quello su gomma ecologica. No, non dipende dal tipo di pneumatici, ma dal tipo di forza che sta dietro il loro movimento.

Sulle orme di Parigi anche il Comune di Milano vuole istituire un servizio di affitto di biciclette destinato a tutti i cittadini, bici che potranno essere prese in un punto della città per pochi euro e lasciate in un altra zona. Una soluzione che a Parigi ha raccolto moltissimi consensi. Certo che a Milano senza piste ciclabili non sarà tutto rose e fiori…

La rivoluzione culturale dovrebbe prendere il via nel 2008, speriamo solo che queste bici non facciano la fine delle ormai leggendarie bici gialle del comune degli anni ‘80, ovvero sparite in poche ore.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Oliverio Gentile

    23 ago 2007 - 13:37 - #1
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    Appena pubblicato anche su www.partecipaMi.it nelle discussioni “Il ruolo della bicicletta nelle politiche della mobilità e dell’ambiente urbano” ( http://www.partecipami.it/?q=node/367 ) e “mobilità e edilizia sostenibili” ( http://www.partecipami.it/?q=node/2230 )

  • Commento #2 (-4 punti) - 23 ago 2007 - 13:37 - Apri commento
  • maranza

    23 ago 2007 - 14:24 - #2 (nascondi)
    -4 punti
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    ma negli anni ‘80 a Milano governavano i socialisti…

  • chikatetsu.

    23 ago 2007 - 14:50 - #3
    1 punto
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    ma le bici mica le rubò il sindaco :)

  • Gattopazzo

    23 ago 2007 - 15:21 - #4
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    Senza piste ciclabili a cosa servono le bici?

    Sono tornato da poco dalla germania: è strano vedere come in un paese che ha una tale cultura dell’automobile non ci sia una sola strada senza ALMENO una pista ciclabile. Spesso poi sono due, una per ogni senso di marcia………

    Ah, superfluo dire che li le bici in affitto ci sono ovunque… Basta telefonare e prenotarle…

  • Profilo di Ortablog

    Ortablog

    23 ago 2007 - 15:55 - #5
    0 punti
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    Beh, con le piste ciclabili è meglio ma non è che senza non si possano utilizzare le biciclette. Bisogna anche tenere conto del fatto che potrebbero essere molto utili da utilizzare nella vastissima zona pedonale in centro.

  • Gattopazzo

    24 ago 2007 - 09:47 - #6
    1 punto
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    E’ chiaro che non intendo dire che non si possa far andare una bici anche per strada, ma che senso ha investire soldi in questa direzione e perseverare nel non fornire piste ciclabili?
    (specialmente dopo il restauro totale con allargamento dei marciapiedi di qualche anno fa)

  • Profilo di pacuvio

    pacuvio

    25 ago 2007 - 22:09 - #7
    1 punto
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    è la stessa cosa dl ticket d’ingresso…
    prima le piste ciclabili, un miglior trasporto pubblico eppoi tutto quello che si vuole…
    che si fa?..facciamo morire i turisti in bici?
    ad amsterdam, ma anche a ferrara, dove sanno cosa vuol dire muoversi in bici, non si rischia di morire come qui..l’idea è comunque da 10 e lode

  • Profilo di Adfc

    Adfc

    26 ago 2007 - 13:41 - #8
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    Non so che cosa accada a Milano, ma qui dalle mie parti (provincia di Padova) stanno costruendo sempre più piste ciclabili. Ebbene, quale è il risultato? Che sono utilizzate al massimo da qualche pedone (a sproposito, quindi) e da qualche bambino con nonno; la maggior parte dei ciclisti continuano imperterriti ad viaggiare in strada. Allora non era meglio allargare la strada, invece che restringerla, sperperare soldi e costruire inutilmente? Oppure, lasciando perdere questa mia ultima domanda in parte provocatoria, chiedo: dove sono i vigili che dovrebbero multare che circola impropriamente?

  • mr. watson52

    18 set 2007 - 16:15 - #9
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    Il GPS per le bici fornite dal servizio Bike Sharing tedesco? Serve a contenere il fenomeno dei furti o delle appropriazioni indebite solo per le biciclette noleggiate. E per quelle private? Quando si inizierà in Italia, ad impedirne il furto. Alcune biciclette hanno sul mercato un valore economico superiore a quello di motoveicoli e di autoveicoli. Non si conosce il numeri dei furti di biciclette che si consumano in un anno. Quasi nessuno sporge denuncia nella giusta convinzione che non vengano ritrovate. Come mai tra tanti cervelloni che studiano tutti i giorni i problemi del traffico e della mobilità in bicicletta, nessuno finora ha pensato di imporre ai costruttori di incidere a caratteri cubitali per esteso sul telaio un numero di matricola oppure una sigla del legittimo proprietario? So che migliaia di biciclette dopo un lungo periodo di giacenza in depositi giudiziari vengono vendute all’asta per l’impossibilità di restituirle. Il clima ma soprattutto il furto sono tra le cause principali per le quali gran parte dei cittadini rinunciano all’utilizzo della bicicletta che per me e per chi può fisicamente permetterselo, nonostante la carenza di piste ciclabili , rimane il top per gli spostamenti in città .