Logo Blogo

De Corato, Milano come Firenze sui lavavetri

Pubblicato: 28 ago 2007 da Chikatetsu

Commenti dei lettori

Dopo la proposta di legge contro i writers il vicesindaco Riccardo De Corato vuole inasprire anche i controlli nei confronti dei lavavetri ai semafori. Seguendo l’esempio di Firenze, anche il ’secondo cittadino’ milanese ha intenzione di proporre in consiglio comunale un’intensificazione dei controlli su chi lava i vetri ai semafori. L’ordinanza fiorentina prevede anche l’arresto per gli accattoni semaforici, staremo a vedere se anche Milano vuole schierarsi completamente su questa linea, ma pare proprio di si.

Intanto il vicesindaco informa che da luglio ad oggi la Polizia Locale ha censito 300 lavavetri, perchè come indica una direttiva europea se entro tre mesi, pur essendo comunitari, non dimostrano di avere un reddito da ottobre potranno essere espulsi.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
23 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • elerik

    28 ago 2007 - 12:09 - #1
    0 punti
    Up Down

    Sig. Decorato direi ke il rispetto e la disciplina x le regole nn guastano mai…passiamo all’azione ma teniamo presente ke l’arresto si scontra con l’indulto…mi spiego meglio: quanto ci costa portare queste persone in “visita guidata” nelle carceri???

  • Profilo di DKK

    DKK

    28 ago 2007 - 13:43 - #2
    2 punti
    Up Down

    Penso che si debba pensare anche alle radici del problema accattoni e a tutta la mafia che governa il fenomeno. Nelle altre città europee che ho visitato recentemente (Berlino, Parigi, Monaco, Madrid, Stoccolma) ce ne sono davvero pochi. A Milano solo girando una piccola parte della circonvallazione esterna se ne vedono moltissimi. Sarebbe anche il caso di fare una campagna per educare i cittadini ad evitare di offrire soldi ai lavavetri. Insomma come al solito o si fa una terapia d’urto o sono parole buttate al vento.

  • Profilo di pacuvio

    pacuvio

    28 ago 2007 - 14:34 - #3
    1 punto
    Up Down

    ha ragione dkk…come per i pusher senegalesi il vero problema è la mafia che sta dietro…è lì che si deve colpire davvero duro o non si farà altro che riempire i commissariati per poi rivederli in giro o veder facce nuove…

  • lola

    28 ago 2007 - 16:41 - #4
    -1 punto
    Up Down

    se non hanno lavoro, non hanno permesso di soggiorno sono scappati dal loro paese per non morire di fame loro e le loro famiglie, non gli si offrono condizioni sociali per integrarsi ed ora gli si vieta anche di raccimolare qualche spiccio lavando i vetri…come pensate che camperanno visto che ormai sono in italia?? semplice, diventeranno delinquenti veri. e come dice anche elerik ma perchè riempire le carceri di gente che cerca solo di campare e non dei veri criminali come i grossi evasori chi guida in stato di ebrezza ed uccide una persona ecc ecc??

  • Manuel82

    28 ago 2007 - 21:32 - #5
    0 punti
    Up Down

    Lola, scusa se dissento ma il tuo discorso mi sembra il solito moralismo gratuito, già il fatto che non hanno permesso di soggiorno significa che non dovrebbero essere qui, anzi lo sono ma illegalmente, allora tanto che ci sei falli trasferire tutti a casa tua e offri tu a loro le condizioni sociali idonee, cavoli l’italia sta piena di problemi ci sono un sacco di italiani che non ce la fanno ad arrivare alla famosa terza settimana ( perchè le tasse stanno stroncando tutti) e ci tocca pure spendere soldi per garantire le condizioni sociali idonee agli immigrati. … scusa non è per cattiveria, ma prima pensiamo ai problemi degli italiani, poi agli altri… Non sono egoista ma realista… poi idco tutti qui… oramai siamo pieni che se ne vadano in altri paesi…

  • Profilo di fabio deep

    fabio deep

    28 ago 2007 - 22:40 - #6
    1 punto
    Up Down

    Se queste persone al posto di stare ai semafori a mendicare potessero andare lavorare e quindi pagare le tasse, forse alla terza settimana ci arriveremmo tutti meglio.
    Visto che non facciamo figli, chi ci manterrà quando saremo vecchi?

    Noi abbiamo molti meno immigrati rispetto agli altri Paesi europei.

  • Profilo di Qua_lun_quista

    Qua_lun_quista

    28 ago 2007 - 23:41 - #7
    1 punto
    Up Down

    elerik mi spieghi che centra l’indulto che riguarda i reati *fino* al 2 maggio 2006?

  • lola

    29 ago 2007 - 07:51 - #8
    0 punti
    Up Down

    manuel il problema dell’italia non sono i lavavetri al semaforo!! pensi che carcerandoli poi tutti saremo ricchi belli e famosi?? il problema dell’italia sono i politici e basta

  • f

    29 ago 2007 - 10:31 - #9
    1 punto
    Up Down

    manuel, perdonami ma le tue parole denotano ignoranza in materia.
    Innanzitutto cerchiamo di ragionare a monte dell’ipotesi fatta da lola. In Italia i richiedenti asilo politico sono in molti e la stragrande maggioranza delle volte, secondo le indagini svolte dalle organizzazione che seguono queste persone, a ragione. Tuttavia i tempi burocratici di rilascio delle carte che attenstano lo status di rifugiato sono enormi (parliamo di mesi) e nel frattempo questa situazione li mette in una situazione di limbo in cui non sanno se sarà loro riconosciuta o meno la richiesta. Per cui non sono qui illegalmente, perlomeno non formalmente, ma allo stato pratico si trovano a vivere alla pari degli altri immigrati “illegali” presenti.
    Quindi prima di parlare di facile o difficile moralismo, di equiparare un rifugiato o potenziale rifugiato ad un semplice immigrato o peggio entrambe le tipologie a quella fascia di immigrazione che fa parte della criminalità straniera cerchiamo di misurare i giudizi.

  • giorgiobiz

    29 ago 2007 - 10:34 - #10
    -3 punti
    Up Down

    Siamo giovani ragazzi e ragazze profughi, provenienti da diversi paesi africani Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan, da poco arrivati in Italia, per chiedere asilo politico e protezione.

    Arriviamo da paesi dove attualmente esistono pesanti realtà politiche, economiche e sociali, causate principalmente da guerre, dittature e conflitti interni. Per poter salvare la nostra vita da continue repressioni politiche, imprigionamenti, maltrattamenti e persecuzione, siamo stati forzati a dover abbandonare le nostre case ed i nostri cari, sradicati dalla nostra terra.

    Siamo partiti dal Sudan affrontando enormi sacrifici umani, umiliazioni e rischi personali. Siamo stati forzati ad attraversare il deserto del Sahara, con l’obbiettivo di arrivare in Libia, usando i più disperati mezzi di trasporto per affrontare un viaggio della durata di circa tre settimana con poca acqua ed un pugno di farina, costretti a dover assistere, durante il nostro tragitto, ad agghiaccianti immagini di tanti giovani che “non ce l’hanno fatta” e che sono rimasti lì, nel deserto, senza un nome ed una degna sepoltura.

    Chi ha avuto la forza e la fortuna è riuscito a raggiungere la Libia (paese non firmatario della Convenzione di Ginevra), dove in parecchi casi è stato costretto a patire continue umiliazioni ed incarcerazioni arbitrarie. I pochi “fortunati”, per poter sopravivere, siamo stati costretti a lavorare in condizioni disumane con il timore di essere arrestati e rispediti nei rispettivi paesi di provenienza, mentre la maggioranza di noi è stata forzata a sborsare ingenti somme di denaro a taglieggiatori per poter raggiungere l’Italia.

    Storie infinite di persone, per lo più giovani e ragazze madri con in braccio i propri figli, che spinti dalla disperazione abbiamo hanno scelto di salire in delle improvvisate carrette del mare per tentare di approdare nelle coste della Sicilia, mentre molti altri sfortunatamente “non ce l’hanno fatta” e sono rimasti inghiottiti nel Mar Mediterraneo.

    Una volta arrivati in Italia, tutti siamo stati portati nel Centro di accoglienza temporanea di Crotone, dove abbiamo fatto richiesta di riconoscimento dello “status di asilo politico” alle Autorità Italiane, tramite la rappresentanza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Profughi.

    Alla maggioranza è stato riconosciuto lo status di “profughi per motivi umanitari” e consegnato un permesso di soggiorno della durata di un anno e a pochi altri quello “politico” che dura due anni, seguito ad interviste rapide, in molti casi durati circa 5 minuti, senza la possibilità da parte nostra, di poter esporre le ragioni delle nostre richieste.

    Dopo una permanenza media di circa 4-6 settimane nel Centro di accoglienza, una volta che ci sono stati consegnati i “permessi di soggiorno”, gli operatori del Centro ci hanno invitato ad andare via senza una precisa indicazione nè riguardo il percorso che dovevamo seguire nè un supporto economico per far fronte ai problemi della sussistenza giornaliera. Alle nostre insistenti richieste di poter avere indicazioni a chi dovevamo rivolgerci ci è stato detto “…andate a Roma, Milano, li ci sono i nostri..….vi danno da mangiare e anche un posto dove poter dormire….e poi troverete lavoro…..noi qui non possiamo fare nulla per voi….” . Caricati su dei bus siamo stati portati davanti alla stazione dei treni ed invitati a salire. Dateci un biglietto del treno ?..….“nessun problema, fate vedere il vostro permesso di soggiorno.….” è stata la risposta.

    Molti di noi, dopo un lungo viaggio ed una collezione di multe per essere saliti sui vari treni senza biglietto, sono arrivati a Milano. A chi si è rivolto all’Ufficio Stranieri del Comune di Milano per poter ottenere un alloggio presso i centri di accoglienza è stato detto, che per poter accedere a questi centri occorre avere un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Milano, quello di Crotone non vale! Bene, a chi si è rivolto presso lo sportello della Questura la risposta è stata: occorre un luogo di residenza, una abitazione fissa a Milano per poter effettuare il cambio del permesso di soggiorno!

    Siamo in piena estate, in molti sballottati e scaricati dagli enti preposti ad aiutarci, ci siamo rassegnati a dormire all’aperto nei giardini pubblici di P.ta Venezia, altri in strutture fatiscienti ed abbandonate nella periferia della città ed i più disperati tentare di trovare altre vie per poter andarsene via definitivamente. Tra le poche opportunità che abbiamo ottenuto è quello di poter usufruire dei pasti gratuiti presso le mense della Caritas (la domenica le mense sono chiuse per riposo) e la possibilità di poter fare una doccia una volta ogni 15 giorni!

    Abbiamo perso dignità nei nostri paesi, attraversato il deserto del Sahara, patito la fame e visto la morte in faccia, alcuni di noi sono stati detenuti e malmenati per mesi dentro le famigerate carceri di Gheddafi, abbiamo cercato di attraversare il Mediterraneo con il rischio di non vedere più la “terra promessa” con il rischio di essere inghiottiti dalle onde e sbranati dai pescecani. Ma siccome ci consideriamo tra coloro che “ce l’hanno fatta” è persone responsabili che hanno tanta voglia di vivere, fiduciosi nelle nostre forze, siamo andati alla ricerca di un posto di lavoro nel territorio. Le poche agenzie interinali che hanno aperto le loro porte, ci chiedono: dove abiti, hai una carta d’identità? No! Torna appena ti sarai sistemato, che un posto lo troviamo! Mentre nel frattempo, i controllori dei biglietti dell’ATM, continuano a staccare tagliandi di multe salate, a persone che hanno solo un nome, ma non una fissa dimora!

    L’estate è finita, siamo in pieno autunno e tra poco arriva il freddo inverno, che molti di noi non conoscono. Nei luoghi dove siamo costretti a vivere l’acqua, la luce il gas sono un sogno. Ogni tanto le pattuglie dei Carabinieri arrivano presso i luoghi dove di “riposiamo” per dirci che dobbiamo andarcene via, ma il “dove” non si sa!
    Negli ultimi giorni, diversi canali televisi ed alcuni giornali locali, in più occasioni hanno messo a fuoco la nostra situazione di gente emarginata ed abbandonata a se stessa.
    Iniziamo a renderci conto che le Istituzioni non si vogliono assumersi la responsabilità di affrontare e risolvere il nostro disagio, di persone che hanno chiesto asilo politico e protezione in Italia.

    Pertanto chiediamo e ci appelliamo alle Istituzioni, agli Enti preposti, alle Forze politiche e Sindacali, alle Associazione del Volontariato e della protezione civile perché se ne occupino della nostra situazione, di persone che abbiamo chiesto protezione ed asilo politico allo Stato Italiano.

    Per cui chiediamo :
    • l’applicazione delle norme riguardanti ai richiedenti asilo politico, previsti dalla legge approvata da Parlamento;
    • il riconoscimento del pieno titolo dello status di profughi politici;
    • un documento di viaggio che attesti il nostro status;
    • l’assegnazione di luoghi dove poter alloggiare;
    • avere un percorso che possa aiutarci ad inserirci nella realtà del mondo del lavoro in Italia;
    • l’opportunità di poter accedere a corsi di formazione e mandare a scuola i nostri bambini.

    Comitato di Coordiamento
    Profughi richiedenti asilo politico a Milano

    19 ottobre 2006

  • giorgiobiz

    29 ago 2007 - 12:43 - #11
    1 punto
    Up Down

    bravi! avete fatto i compiti bene … ora che sapete come si da un voto ad un commento, per cortesia spiegatemi cosa votate in un commento che riporta un documento e non un’opinione personale. Certo che siete veramente…bizzarri (per usare un eufemismo!) cari lettori di 02blog!!!!!

  • LucaSeil

    29 ago 2007 - 16:27 - #12
    1 punto
    Up Down

    Brilla sempre per intelligenza e tolleranza, De Corato. Complimenti a lui e alla nuova “politica di Milano”.

  • Profilo di fabio deep

    fabio deep

    29 ago 2007 - 17:58 - #13
    2 punti
    Up Down

    Giorgiobiz, non vale neanche la pena di perdere tempo con chi ti ha dato un voto negativo.
    Dalle loro case popolari non si ricordano che i Milanesi pensavano dei loro padri lo stesso che loro oggi pensano degli immigrati.
    Cliccate sul segno -, voglio vedere quanti razzisti ci sono su questo Blog.

  • Oliverio Gentile

    29 ago 2007 - 20:06 - #14
    0 punti
    Up Down

    Non e’ stremmante legato ai semafori, ma affronta la questione piu’ in generale… dal forum “Legalità e città” ( http://www.partecipami.it/?q=forum/83 ) di www.partecipaMi.it vi riporto l’innesco della discussione “Come si vive la sicurezza a Milano” ( http://www.partecipami.it/?q=node/3227&single=1 ) (autore un Carabiniere):

    Buongiorno a tutti.
    Mi presento visto che sono nuovo di questo Forum. Mi chiamo Giuseppe, faccio il Carabiniere motociclista a Milano e mi capita di avere a che fare, visto che il mio servizio è di pronto intervento, con situazioni in cui mi rendo conto che la gente ha molta paura.
    Mi capita anche di notare che molti Cittadini non hanno più fiducia nelle Forze di Polizia che operano nel territorio Cittadino. E non riesco a capire se questa mancanza di fiducia sia da attribuire alla nostra scarsa presenza sul territorio, al fatto che la gente pensi che non siamo professionali o alla rassegnazione che i Cittadini di Milano provano difronte a varie situazioni di criminalità.
    Non capisco il motivo per cui i Cittadini collaborino poco con noi spesso evitando di chiamare il 112 o il 113 in quanto pensano sia inutile… Diventa inutile nel momento in cui perdiamo il nostro senso civico, nel momento in cui ci giriamo per evitare di assistere ad un reato che tanto “non ci tocca”.
    Siamo tutti toccati dalla microcriminalità diffusa nella Città in cui viviamo (e in cui molti di voi sono nati).
    Non viene toccato solo chi patisce il furto, lo scippo, la rapina o la truffa. Viene colpita tutta la società civile che in un modo o in un altro vorrebbe che questi reati vengano fermati.
    Delle volte sento dire che la nostra presenza sul Territorio è scarsa.
    Do ragione a chi mi muove queste contestazioni ma vorrei specificare che noi che lavoriamo per strada ce la mettiamo tutta per essere ovunque, ma siamo pochi.
    Non perchè manchi gente ma perchè gran parte di noi non è fuori.
    Ho aperto questa discussione per capire cosa ne pansiate della situazione e per cercare di fare il mio lavoro ancora meglio imparando dagli errori che mi farete notare.
    Grazie.

  • mr. watson52

    29 ago 2007 - 22:36 - #15
    0 punti
    Up Down

    I lavavetri non sono in condizioni di pagare multe qualunque sia l’entità. Scarrozzarli in caserma e trattenerli per qualche giorno o metterli addirittura in carcere sarebbe come far loro un grosso piacere, specie in inverno. Cacciarli è una missione impossibile perchè tanti, tantissimi sono italiani o provenienti da paese della C.E.- Ma sono davvero così pericolosi? Hanno ammazzato qualcuno finora? Prima di loro non sarebbe opportuno mettere in carcere, e farceli rimanere, quei politici disonesti, nonchè i tanti ubriachi e drogati che girano indisturbati. Loro si che rubano e ammazzano. Il problema è serio e grave. Bisognerebbe decidere cosa farne degli “altri” (lavavetri e mendicanti) ma se noi adesso non siamo gli “altri” chi ci assicura che un giorno non potremmo diventarlo? Credo sia opportuno meditare su questo argomento.

  • giorgiobiz

    30 ago 2007 - 00:40 - #16
    0 punti
    Up Down

    Oliviero mi riesce difficile comprendere la motivazione per cui posti la lettera del forum; forse qualche cittadino ha avuto la sventura di imbattersi in un lavavetri ninja che al posto dell’acqua e sapone faceva uso di miscugli acidi che discioglievano i vetri delle loro brillanti macchine?!

  • Oliverio Gentile

    30 ago 2007 - 09:30 - #17
    0 punti
    Up Down

    Caro giorgiobiz,
    ho postato quella lettera perché descrive/indaga il “come si vive la sicurezza a Milano” ad opera di un Carabiniere che tenta di capire con l’aiuto dei cittadini ( vedi sviluppi della discussione http://www.partecipami.it/?q=node/3227 ) quali siano le strade percorribili per migliorare le cose con la collaborazione di tutti. Non sono pochi i casi di lavavetri ai semafori con atteggiamenti minatori nei confronti di donne e/o anziani al volante… (dell’uso di miscugli acidi che discioglievano i vetri delle loro brillanti macchine ancora non si ha notizia :-)).
    Dietro a quegli atteggiamenti minatori ci sono le “pressioni” del racket? Come risolvere il problema senza punire solo le ultime (e disperate) ruote del carro?

  • LucaSeil

    30 ago 2007 - 10:12 - #18
    1 punto
    Up Down

    La situazione è preoccupante comunque, questa è gente pericolosa per la società. E non mi riferisco ai lavavetri.

  • giorgiobiz

    30 ago 2007 - 11:20 - #19
    0 punti
    Up Down

    “Dietro a quegli atteggiamenti minatori ci sono le “pressioni” del racket?”

    Già!…ci sono pressioni del racket o sono solo sbandati singoli che, come fanno i lavavetri, potrebbero chiedere qualche soldo all’angolo della strada o rubarsi qualche mela al mercato, o…

    ma De Corato è sicuro del racket dietro tutti i lavavetri, e invece di denunciare le sue supposizioni alle autorità affinchè ingabbino chi il racket lo gestisce che fa? se la prende con quelli che al massimo ti buttano un pò d’acqua saponata sulla macchina…perchè non venitemi a dire che tutte le povere signore indifese abbassano il finestrino al primo che capita senza pensare di poterlo tirar sotto con la loro utilitaria tirata a lucido o che la gente è così codarda che se mai veramente vedesse una scena di minaccia al semaforo non interverrebbe!!!??

  • Ryu

    01 set 2007 - 16:56 - #20
    -1 punto
    Up Down

    rispediamo questa genta a casa loro!

  • Profilo di pacuvio

    pacuvio

    04 set 2007 - 14:28 - #21
    1 punto
    Up Down

    intanto a firenze intellettuali,artisti e politici han fatto i lavavetri per un giorno…Dominici vai anche te!!!

  • giorgiobiz

    04 set 2007 - 17:09 - #22
    0 punti
    Up Down

    si tutti a casa propria…anche i vigili, i sindaci, i politici, le “persone per bene”…e per di più senza corrente ne telefono: barricati dentro casa cosi la piantano di combinare solo danni.

  • 02blog

    02 ott 2007 - 21:22 - #23
    0 punti
    Up Down

    […] […]