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Il Planetario di Milano ha bisogno di 10 milioni

Pubblicato: 04 set 2007 da Chikatetsu

Commenti dei lettori

Il Planetario milanese, decisamente più stagionato rispetto ai suoi colleghi di alcune grandi città europee, ha bisogno di nuove strutture. In particolare al Planetario servirebbe un nuovo proiettore (e delle sedie più comode aggiungo io), dato che i pezzi di ricambio di quello attuale pare non esistano più. Il proiettore in uso, venne, infatti, donato nel 1968 al Planetario da Ulrico Hoepli.

Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura, ha dichiarato all’ansa:

“Il planetario va benissimo, e io non lo vorrei migliore di cosi’ - scherza - pero’ loro chiedono anche 10 milioni di euro”, Sgarbi aggiunge ”è come avere una bella Jaguar degli anni ‘60. Hai un bel dire che non ci sono i pezzi di ricambio, è comunque una bella macchina! Però i tecnici sono loro e non e’ che mi posso mettere a fare il grillo parlante per una materia che non e’ la mia. A naso, ho dei dubbi. Ma se c’è un privato che, come fece Hoepli, mette una parte di questi soldi, allora forse si puo’ trovare un compromesso”

Potremo ancora vedere le stelle? Bhe, se c’è qualche ricco mecenate lettore di 02blog che ha voglia di farsi avanti si faccia vivo con il planetario!

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16 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Proust

    Proust

    04 set 2007 - 09:01 - #1
    3 punti
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    Il proiettore Zeiss IV del Planetario di Milano è il più antico d’Europa, parecchio del valore aggiunto che ha deriva proprio dal proiettore interamente meccanico. A mio avviso sarebbe un peccato sostituirlo con un moderno proiettore a led uguale a tanti altri…che poi non è che proietti più stelle di questo eh!

    10 milioni di euro bastano e avanzano per far rifare pezzi di ricambio artigianalmente per 15 anni…

  • maranza

    04 set 2007 - 10:23 - #2
    -2 punti
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    sempre a chiedere soldi ai privati…

  • hronir

    04 set 2007 - 10:26 - #3
    1 punto
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    Una jaguar degli anni 60 non la si usa tutti i giorni per andare al lavoro e fare la spesa!
    Il fatto che sia antico e di valore non significa che si debba continuare ad usarlo per le attivita’ quotidiane, il planetario non e’ un museo statico che piu’ ingallisce e piu’ acquista valore. Non e’ forse che non ci interessano minimamente le attivita’ del planetario? Che possano ingiallire anch’esse e invecchiare?
    Se davvero crediamo che il proiettore sia di valore, perche’ non lo mettiamo in un museo e dotiamo il planetario di uno strumento nuovo?

  • maranza

    04 set 2007 - 10:26 - #4
    0 punti
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    ..non che voglia difendere i privati che preferiscno investire nel calcio ad esempio..

  • Profilo di Proust

    Proust

    04 set 2007 - 11:25 - #5
    3 punti
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    non so, al planeario ci vado abbastanza spesso e oltre a guardare le stelle, guardo anche la macchina, mi piace ed è quella che mi fa andare al planetario di milano in vece che in altri…

    sarò io troppo amante del vintage ma cambiarla sarebbe come cambiare il palco e le scenografie della Scala perchè scricchiolano un po’ e metterne roba nuova in PVC bella lucida, più funzinale sicuramente, ma decisamente meno poetico.

  • Profilo di pacuvio

    pacuvio

    04 set 2007 - 11:26 - #6
    1 punto
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    quoto hronir per intero…

  • franky

    04 set 2007 - 11:40 - #7
    1 punto
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    anche a me piace quell’atmosfera, forse ci sarebbe bisopgno di 2 planetari uno fico tecnologico e uno dal sapore storico. Ma delle sedie che ne dite? Non vi si spezza la schiena su quelle seggiole di legno :)

  • Profilo di gianlkr

    gianlkr

    04 set 2007 - 12:11 - #8
    3 punti
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    Io invece quoto Proust al 100%.

  • Profilo di Ortablog

    Ortablog

    04 set 2007 - 13:44 - #9
    2 punti
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    Anch’io quoto Proust in toto. Non è detto che un proiettore di 40 anni non possa, con la corretta manutenzione, funzionare a pieno regime.

  • Profilo di pacuvio

    pacuvio

    04 set 2007 - 14:26 - #10
    1 punto
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    è vero…allora con quei 10 milioni compriamo delle belle poltrone….di pelle umana

  • Profilo di Gel

    Gel

    04 set 2007 - 14:57 - #11
    1 punto
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    sono d’accordo con Chikatetsu!
    quelle seggiole spaccano la schiena e il collo!
    + che il proiettore proporrei il rifacimento di queste (magari con poggia testa)

  • maranza

    04 set 2007 - 15:12 - #12
    1 punto
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    ma si riesce a vedere nelle stanze delle ragazze che abitano in zona??

  • chikatetsu.

    04 set 2007 - 15:43 - #13
    1 punto
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    il planetario non è un telescopio :D

  • nicko

    06 set 2007 - 17:38 - #14
    1 punto
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    Anch’io ho bisogno di 10 milioni!

  • Paolo Amoroso

    31 ott 2007 - 12:09 - #15
    0 punti
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    Per gli amanti del vintage: le sedie del Planetario non si possono cambiare perché soggette a vincolo storico: quando vennero costruite negli anni ‘30 erano ispirate alle sedie dei barbieri.

  • Mogi Vicentini

    31 ott 2007 - 21:07 - #16
    0 punti
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    Lavoro al Civico Planetario da circa 26 anni e posso assicurare i lettori che i consulenti scientifici si sono sempre fatti in quattro per salvaguardare l’esistente. Alcuni commenti che ho letto hanno già inquadrato intelligentemente alcuni aspetti del problema, ma la situazione è molto più complessa e oggetto di continue e attentissime valutazioni. Assicuro e confermo che piacerebbe a tutti ristrutturare e conservare l’attuale macchina, ma per ragioni che non si possono riassumere in poche parole, è un’idea che diventa sempre più impraticabile di anno in anno. In effetti penso che il vero problema sia in altri termini: il Comune non ha mai gestito responsabilmente l’Istituto. E ciò ha portato ad un inarrestabile decadimento non solo delle apparecchiature, ma ugualmente delle strutture edilizie e, ancor peggio, delle potenzialità operative. Nessun investimento andrà mai a buon fine, se contestualmente non si riorganizzeranno anche l’organico e i ruoli professionali: per passare da una vecchia (splendida) locomotiva a vapore ad un elicottero, non basta il mezzo ma vanno formati i piloti. Tale è la distanza dalla nostra (bella) macchina a quelle digitali della attuale generazione. Finora l’amministrazione non ne ha voluto sapere, e così facendo temo che presto la stampa tornerà ad occuparsi dell’Istituto a causa di uno dei soliti, prevedibili, collassi dell’attività. Se così sarà, tornerò sulla questione in modo molto più articolato, perchè penso sia giusto offrire ai milanesi anche qualche testimonianza e punto di vista che vada oltre quelli “istituzionali”.