Si spende per la sicurezza, o forse no?

Milano ha deciso: è guerra alla prostituzione. Questo infatti sembra essere il principale problema della metropoli invasa da lucciole di vario sesso, età e provenienza, così come ha riferito il vice-sindaco De Corato a Il Giornale. Oltre ai venti uomini che dovranno mettere "sotto scorta" le sette zone di maggior degrado, verranno attivate anche delle telecamere nel quartiere Figino, sguardo attento 24 ore su 24.

La lotta contro il degrado cittadino nasce da uno storico tour notturno compiuto circa un anno fa dal sindaco Moratti in cui si rese conto che a Milano ci sono zone in cui "ci sono episodi di spaccio, di prostituzione, sono zone nelle quali mi rendo conto e’ molto rischioso pensare di poter passeggiare tranquillamente”.

Ben vengano le misure che possono ridurre lo sfruttamento e la presenza di schiave nelle nostre città, però ancora una volta ci si concentra sulla repressione e si dimentica l'integrazione. Non un Euro, infatti, è stato destinato dal Piano di sicurezza di Milano al recupero e al sostegno a ragazze, spesso minorenni, costrette a vendersi per degli sfruttatori. Una politica miope rischia di rendere vani tutte le spese per la sicurezza perchè si limita a spostare il problema in zone senza telecamere: abbandonate o agghindate che siano.

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