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Trattoria California a Niguarda: Dream of Californication

Pubblicato: 15 ott 2007 da Gabriele Ferraresi

Commenti dei lettori

Stanchi della solita ingessata cena aziendale o dell’aperitivo in Corso Como? Stufi di queste, per carità piacevoli, liturgie laiche meneghine? Ecco il posto per voi: la Trattoria California. Siamo in zona viale Ornato, percui alla periferia nord. Quali sono le particolarità di questa ormai centenaria osteria? Tante.

Per prima cosa, con dieci euro, si cena. E si beve, a volontà. Non aspettatevi però di pasteggiare a Barolo del 1989 o a Moet & Chandon, il vino ha scritto sull’etichetta “Vino Rosso”. Punto e basta. Il menu è scritto a penna su un foglio di carta intestata “Mapei – Prodotti per l’edilizia”. I piatti? Poche alternative: pastasuta o risot. E se vuoi anche il grana sugli spaghetti al ragù passi spesso per un deviato. Il servizio? Due robusti gemelli sulla cinquantina, dai modi spicci, che da decenni gestiscono la trattoria. I secondi piatti sono accettabili. Poi, l’inevitabile caffè e ammazzacaffè.

Il meglio del meglio però è la clientela: sembra di entrare in una via di mezzo tra “Strade Perdute” di Lynch e il Circo Bazooko di “Paura e Delirio a Las Vegas”. Vale la pena di menzionare un personaggio che da solo vale i dieci euro del conto: Smaila, un corpulento e baffuto etilista che bestemmia in continuazione, raccontando barzellette sconce, forte di una vaga somiglianza con il noto showman che allieta le serate estive di Poltu Quatu. Voi conoscete qualcosa di simile in altre zone di Milano?

Trattoria California, Via Ornato 122, Milano Niguarda - Tel 026426061 (chiuso il sabato, qui su Muvi la storia della fondazione)

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • f.

    15 ott 2007 - 10:52 - #1
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    bhè,un posto un po’ diverso dal solito.
    In fondo bisogna sempre provare un po’ di tutto!
    Sicuro meglio di McDonald’s, dove al posto di Smaila c’è un pagliaccio a dir poco inquietante dalla finta aria amichevole: é IT.

  • lapsus1

    15 ott 2007 - 13:01 - #2
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    Ho passato dieci anni della mia vita, dal 1985 al 1995, al California. Da dove si partiva, satolli, per fare nottata. Leggo che nulla è cambiato. Noi ci portavamo il vino preso al Supermercato, ed ai gemelli andava bene così. Ci torno, domani stesso, per assaggiare i maccheroni un po’ scotti. Grazie della segnalazione.

  • Profilo di Ortablog

    Ortablog

    15 ott 2007 - 14:33 - #3
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    Chi può posti un video! Pagherei i 10 Euro anche solo per vedere quello. Dalla descrizione sembra uscito da un romanzo di Pinketts!

  • SoneBlog

    18 ott 2007 - 11:21 - #4
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    Un altra trattoria simile la trovi in via Forze armate al 402, si chiama ALLA GRANDE.
    Simpatici, si mangia bene, si spende poco.
    Come al california.

    ciao e complimenti per il blog.

  • tomaso

    25 ott 2007 - 11:14 - #5
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    ciao
    grazie per la segnalazione
    appena riesco, vado a recensirlo
    per chi fosse interessato a ristoranti come questo, vi lascio il mio sito web, che si occupa proprio di ristoranti sgrausi a milano
    a presto
    www.corrieredellapolpetta.it

  • Profilo di iGo

    iGo

    12 feb 2009 - 12:00 - #6
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    Ci sono stato ieri sera come invitato.
    E’ il posto più surreale e assurdo che abbia maivisto nella mia vita.
    All’ingresso siete accolti dal tanfo di grappa da barbone e subito alla vostra sinistra nell’uscurità di lampadine svitate per rispiarmare trovate una donna cinese che vi invita a comprare gadget tipicamente made in cina.
    L’atmosfera ricolda qualcosa del dopo guerra con frigoriferi con la luce spenta e porte a soffietto marroni a dividere le sale.
    Parliamo del cibo che sarà alla buona la presentazione, ma non altrettanto il sapore (credo che il pangasio alla mia mensa aziendale sia molto meglio) la pasta era scotta il ragù mezzo crudo ed il cannellone aveva un ripieno misterioso, tutto rigorosamente freddo.
    Il secondo era leggermente migliore composto da tre tipi di carne una scaloppina un vitello tonnato ed un arrosto di maiale, contorno di patatine fritte ed insalata mista in piatti e ciotole da dividere tra tutti. Il caffè era freddo. Il servizio è il vero punto di forza infatti il cameriere sparecchiando riteneva giusto aiutarsi con il pancione nel mantenere le pile di piatti sporchi senza curarsi dei resudui di cibo che inevitabilmente si attaccano al suo maglione rimanendo li per tutta la serata. A parte l’aspetto ed il cibo da mensa della rai, che possono essere diversamente valutati a seconda delle proprie abitudini e prospettive è da segnalare i due enormi cani da pelo lungo che scorrazzano nella cucina ciondolandosi tra gli avanzi caduti contro tutte le norme igeniche possibili imagginabili.
    Il consiglio se comunque volete andarci è di non portarci i vostri bambini.

  • grandegio

    17 set 2009 - 22:20 - #7
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    Dunque…premetto che mi sta bene assaporare la genuina atmosfera dei “posti che furono” e che non ci sono più però…c’è un limite a tutto. Andando al California non mi aspettavo certo molto ma in verità non c’è davvero nulla di meglio rispetto alla mensa di un’ospedale. La cucina è veramente sufficiente se non sai come mettere insieme il pranzo con la cena, con un livello di qualità molto molto basso, e il costo di 7/8 euro a testa è giustificato proprio dalla qualità (scadente) del prodotto servito. L’atmosfera oltretutto non ripaga in minima parte tale mancanza perchè il posto è notevolmente squallido, triste, da deriva…Ci si imbruttisce in un posto così, è entusiasmante se veramente non si ha molto da chiedere nella vita, perchè ritengo che anche un disperato sogna di trattarsi meglio. Con 7 euro in più ho mangiato bene - e dico bene - e in un ambiente estremamente più gradevole e allegro, alla Trattoria Sabbioneda per cui mi domando…ma stiamo scherzando???
    Da evitare assolutamente.

  • Profilo di robert-bluesh

    robert-bluesh

    02 dic 2009 - 12:00 - #8
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    Che dolore, costoro, ultimi, penultimi; del pulp digeriscono solo un lungo memorabile nastro magnetico e non le proiezioni reali e genuine da afferare al volo, nella loro totalità, scordandosi di ciò che era fuori abituale, scordandosi con l’artefatto di una società che continua a cucinare per i bambini anche se hanno il portafoglio.

  • Carloilmari

    28 lug 2010 - 09:18 - #9
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    Bravo Ultimo. io non ci sono mai stato, ma sono capitato qui a causa della descrizione del posto e della leggenda sulla sua nascita contenuta in “Con la Morte nel Cuore” di Gianni Biondillo. A parte consigliare di leggere il libro (un giallo, ma con notevoli descrizioni della realtà Quartoggiarese e Milanese), credo si addica agli Ultimi e Penultimi il commento finale dell’autore: ” … quando sarete fuori, se non siete commossi, se non vi riempie il cuore sapere che ancora qualcuno vive e lavora nella realtà vera, sudata, non quella asettica e virtuale, se non avrete voglia di scrivere all’UNESCO perché protegga questo Patrimonio dell’Umanità dalla sua estinzione, non siete uomini, sappiatelo, siete mostri: edonisti, fighetti, lobotomizzati. Vi meritate i web designer, Matrix, La Grande M, l’Impero”. Io ci porterò i bambini. E’ la realtà.