Pane, anoressia e SNAI


Ormai mi strapperei gli occhi. Non ce la faccio più a vederle ovunque. E’ un’invasione: sto parlando di tre campagne degli ultimi tempi. La prima, dopo il botto delle settimane passate, ora è caduta nel dimenticatoio. Passata la settimana della moda, non è più di moda occuparsi di certi temi; perdonate il calembour rigore-a-porta-vuota.

Le altre due (questa e questa), al momento, le vedi ovunque. In metropolitana, in Stazione Centrale, sulle impalcature che coprono gli interminabili lavori dell’ex ATM bar di Porta Volta. Dietro a tutto questo c’è sempre Oliviero Toscani. Anoressia, sanità, scommesse legali, nulla sembra fermare il genio poliedrico del nostro. Che ci travolge con infermiere inquietanti, claim insopportabili e lettering da pena di morte, come fa saggiamente notare mb, qui sul suo blog. Il vero obiettivo, l’unico, di qualunque campagna, è vendere qualcosa: un vestito o un’idea non fa molta differenza. Oltre che, fin banale dirlo, far parlare di sé. In questo, Toscani è un maestro. Poco importa poi che chi ne sa qualcosa, gli vada contro, o che a cercare “malasanità”, su Google News, vengano fuori una cinquantina di risultati al giorno. Per non parlare del gioco d’azzardo.

Così alla fine ci caschiamo. E ne parliamo anche noi.

  • shares
  • +1
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: