Antonio D'Angelo, il sarto milanese dei potenti


L’uomo che vedete in posa nella immagine glam qui sopra è un sarto. Però non è proprio il genere di sarto che immaginate. Si chiama Antonio d’Angelo, ha sessantasette anni, e lavora per Stefano Ricci. Un nome che quasi certamente vi dirà poco. E’ altissima sartoria maschile. Ai livelli di Brioni, Caraceni, Gianni Campagna.

Forse un gradino sopra. Già, perché Antonio d’Angelo non prende le misure ai comuni mortali. Ammesso che chi disponga di circa ventimila euro per acquistare un suo completo possa essere considerato tale. Il suoi clienti si manifestano ancora oltre, sono ubermensch residenti in un empireo lounge che noi, tapini, possiamo solo sognare: vivranno circondati da eunuchi che sventolano palme, mentre l’aroma d’incenso si diffonde nelle stanze.

Antonio d’Angelo gira il mondo, passano a prenderlo con un jet privato a Linate, e lo portano ai quattro angoli del globo. Montecarlo, Mosca, Beverly Hills, Tokyo: lui tira fuori il metro, prende le misure, dispone stoffe, cuce. Un personaggio da film: arriva a Milano a diciassette anni con la classica, allegoricamente stantìa, valigia di cartone.

Anni di gavetta, a spaccarsi la schiena, a imparare il mestiere. E finisce che arriva a metà anni novanta da Brioni, conosciuto soprattutto per aver vestito Pierce Brosnan in alcuni episodi della saga di 007. Nel caso vogliate farvi fare un abito su misura, lo trovate nello showroom del Principe di Savoia.

foto | Gabriele Ferraresi

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