Sulla studentessa aggredita in Stazione Centrale


Avevo letto questa intervista un po’ di tempo fa, sul Magazine del Corriere. Non è importante leggerla tutta, basta questo pezzo, in cui Enrico Vaime racconta di un episodio accadutogli quando girava per Milano – altri tempi… - con Luciano Bianciardi: «Eravamo proprio amici. Una volta in piazza Gramsci vedemmo un morto. Bianciardi gli andò vicino, e disse a un signore che passava: “Forse respira ancora”. E quello: “Frega un casso a me”. E Bianciardi rivolto a me: “Hai capito che aria tira a Milano?”».

Saranno stati gli anni sessanta. Decenni dopo cos’è cambiato? Poco. Però viviamo circondati da telecamere: in Stazione Centrale ce ne sono 128, tra quelle del Comune e dell’ATM, ce ne saranno 550 quando saranno ultimati i lavori di ristrutturazione. Ma voi credete davvero che servano a qualcosa? Credete davvero che qualcuno stia davanti a un monitor? Vi sentite più sicuri o più sicure con questi occhi addosso?

Chissà cosa ne pensa la involontaria protagonista di questa ributtante vicenda. Per fortuna che esistono i pensionati ombrellomuniti, a cui qualcosa più di un casso, frega.

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