Guerrilla Marketing e studentesse bugiarde

Wu Ming

Ci siamo cascati (o meglio, ci sono cascato) come tutti, come il Corriere, come Repubblica, come il Giornale; almeno siamo in buona compagnia. La vicenda della quattordicenne nel mezzanino del metrò però fa riflettere su alcuni aspetti della comunicazione di massa. La prima cosa che mi è venuta in mente è stato chi è riuscito in passato, come i Wu Ming all’epoca di Luther Blissett, a sfruttare queste pieghe spaziotemporali e cialtronesche dell’infosfera – se ne parla qui – a proprio favore.

Se non fosse che poi episodi come quello in cui siamo cascati accadano realmente; ma la vicenda era troppo golosa perché il sistema dell’informazione non ci affondasse i denti fino alle gengive. Senza contare che – col senno di poi – più che di personaggi, in questa vicenda, viene da parlare di caratteristi, la quattordicenne liceale illibata, il molestatore (che sarebbe di sicuro stato un allegorico Uomo Nero, un migrante, un marginale), il pensionato cuor di leone che a ombrellate lo mette in fuga.

Da libro Cuore. Peccato che proprio come lo stucchevole tomo deamicisiano fosse fiction.

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