Regione Lombardia - La giunta Maroni verso la formazione. Mantovani in pole per la vicepresidenza

Dopo le elezioni regionali, Berlusconi passa a batter cassa dalla Lega Nord, visto che il successo di Maroni si deve, in qualche modo, anche al supporto del PdL.

Il Pdl inizia a mettere le mani sulla giunta Maroni in via di formazione. Silvio Berlusconi in persona, nella riunione di ieri con gli eletti in Lombardia, ha incoronato Mario Mantovani, forzista della prima ora e senatore pidiellino nella legislatura da poco conclusa, come vicepresidente della Regione. "Sarai il nostro cane da polpaccio su Maroni", ha detto il Cavaliere. Ma il Popolo delle Libertà passa all'incasso anche sul fronte degli assessorati, che saranno divisi alla pari - sette e sette - con la Lega Nord.

Sanità, Trasporti, Lavoro e Istruzione, Cultura, Artigianato, Commercio e industria e Urbanistica e territorio. Questi gli assessorati che il Pdl vuole per sé, tra cui alcuni - come la Sanità o i Trasporti - che hanno la voce di bilancio più importante nel budget regionale. Ancora tutti da decifrare i nomi, anche se inizia a circolare quello di Ferruccio Fazio per la Sanità, che in alternativa potrebbe andare ad Alberto Zangrillo. In più Berlusconi vuole affidare ai suoi uomini anche la presidenza del Consiglio, che potrebbe andare al ciellino Raffaele Cattaneo.

I ciellini, caduti in disgrazia con l'uscita di scena di Formigoni, potrebbero quindi mantenere la loro presenza anche nella regione che verrà, ma dovranno sicuramente cedere un assessorato che fino a questo momento era sempre stato loro appannaggio, quello della Famiglia, che finirà in mani leghiste. Così come quello al Bilancio, che dovrebbe andare a Massimo Garavaglia, e quello allo Sport, per cui è già certo il nome dell'olimpionico Antonio Rossi. Alla Lega Nord anche la direzione generale della Sanità, che vede in pole position la maroniana Maria Cristina Cantù. Nella pattuglia rosa che entrerà in regione, in prima linea ci sono anche le pidielline Valentina Aprea, Mariella Bocciardo e Viviana Beccalossi.

E il Celeste Formigoni che fine farà? Qualche giorno si era spinto addirittura a reclamare che gli venisse lasciato il ruolo di commissario generale di Expo 2015, ma la cosa sembra molto improbabile: la nomina spetta a Maroni e il neogovernatore difficilmente accetterà di non mettere un suo uomo in una posizione così importante e delicata. Secondo Repubblica l'ex Governatore potrebbe però avere un contentino con la creazione di un ente autonomo di promozione dell’Expo, ma questa possibilità è ancora tutta da verificare.

Nel week end s'incontreranno Maroni e Berlusconi ad Arcore, per definire e completare la squadra che entro fine marzo farà il suo ingresso al Pirellone.

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