Sul tema della riqualificazione della zona Fiera se ne sono sentite di tutti i colori: c’è stato per fortuna anche chi non si è limitato ad alzare la voce e unirsi alla canèa, ma si è messo a studiarci sopra, facendosi una sua idea sulle tre torri di Libeskind, Isozaki e Hadid (oltre che su tutto il resto, di cui spesso ci si dimentica).
Giulio Mattioli infatti si è laureato in Sociologia con una tesi sul progetto CityLife:«Avevo fatto una ricerca a Parigi per un corso – spiega - in cui avevo analizzato la nuova riqualificazione delle Halles; c’era un meccanismo strutturato di coinvolgimento e partecipazione degli abitanti del quartiere e delle loro associazioni. Così, tornato a Milano mi sono chiesto come funzionava in Italia, se c’erano casi analoghi, e alla fine l’argomento della mia tesi é stata la comparazione tra i due casi». Chiaro che al ritorno nel Belpaese scopre che le cose vanno diversamente.
Puoi spiegarmi come vive la situazione chi abita nella zona? Quali sono i punti sui quali i residenti protestano con più forza?
Come la vivano gli abitanti nel loro complesso é difficile dirlo. C’é un sondaggio commissionato dal Comune secondo il quale la maggioranza sarebbe favorevole, ma non saprei dire se sia attendibile. Il Consiglio di Zona 8 non é riuscito ad esprimersi sul progetto perché la maggioranza, temendo di perdere la votazione, ha fatto mancare il numero legale; il suo parere era comunque non vincolante. La stessa cosa si é ripetuta in Consiglio Comunale: il progetto é stato approvato solo dall’ormai ex giunta Albertini. Le due associazioni di cittadini attive sulla questione lamentano, pur con una certa diversità di posizioni, il modo in cui é stata condotta la definizione della riqualificazione, gli indici di utilizzazione territoriali troppo elevati, l’assenza di edilizia convenzionata, un previsto ulteriore congestionamento dell’area, l’altezza e la forma dei grattacieli previsti nel progetto vincitore, la scarsa quantità e qualità del verde previsto.
Credi che ci siano dei lati positivi nel progetto?
Penso che sia positivo che al posto della Fiera, che dall’esterno é come un’enorme caserma nel mezzo della città, cintata da mura orrende, si realizzi un progetto che prevede comunque una certa dose di spazio pubblico. D’altra parte é vero che il progetto che é stato scelto, e soprattutto il processo che ha portato a questa scelta, avrebbero potuto (e a mio parere avrebbero dovuto) essere molto migliori. Tutto il dibattito sulla stampa é stato centrato sulla questione grattacieli: secondo me é stupido e fuorviante, ci possono essere ottime o pessime riqualificazioni con o senza grattacieli.
Negli ultimi anni sorgono comitati per qualunque cosa: pensi riescano ad ottenere qualcosa?
Non so se sia proprio così. Per quanto riguarda le riqualificazioni urbane spesso riescono ad ottenere piccole modificazioni che vengono “concesse” dal governo della città per calmare un po’ le acque: é quello che é successo per il quartiere Fiera. In altri casi riescono a ritardare o a bloccare progetti con i ricorsi al TAR: é il prezzo del loro non coinvolgimento. In altre realtà, come nel caso di Parigi che ho studiato, le associazioni vengono spesso coinvolte fin dall’inizio (anche se hanno poco potere decisionale) e diventano molto meno “bellicose”.
A volte mi sembra che la situazione sia “Se il Comune fa qualcosa, ci si lamenta perché la fa, se non la fa, ci si lamenta perché non la fa”; in sintesi, siamo una città a cui non va mai bene niente. Confermi? Qual è stata la tua impressione a riguardo?
Mi sembra che questa sia l’immagine che prevale nel baccano mediatico italiano…si potrebbe dire lo stesso del governo nazionale e dell’Italia in generale! In realtà quello che a me stupisce é vedere come spesso le mobilitazioni dei cittadini siano prevalentemente difensive e conservatrici. Prendiamo il Bosco di Gioia: per anni uno spazio come quello é stato chiuso e inaccessibile nell’indifferenza di tutti, quando la Regione ha voluto abbatterlo per farci un grattacielo si sono scatenate le proteste: é’ un po’ triste.
Nicola Ottomano
09 nov 2007 - 10:45 - #1Andiamo per gradi… il Bosco di Gioia è stato volutamente lasciato al degrado per anni dallle istituzioni!
Quando lo hanno abbattuto era pieno di erbacce e in condizioni disastrose.
Hanno usato un metodo viscido e bieco per fregare la popolazione: tagliare gli alberi il 26 e 27 di Dicembre (proprio i giorni di Natale) sotto una fitta coltre di neve!!!
Ecco la storia del bosco:
http://www.ecoblog.it/post/848/bosco-di-gioia-ruspe
http://www.msacerdoti.it/gioiacomst100305.htm
Nicola
italianomedio
09 nov 2007 - 10:46 - #2Quoto dall’intervista “D’altra parte é vero che il progetto che è stato scelto, e soprattutto il processo che ha portato a questa scelta, avrebbero potuto (e a mio parere avrebbero dovuto) essere molto migliori.”
Condivido personalmente la sua opinione a favore della riqualificazione a verde pubblico di buona parte dell’area, Ho delle mie perplessità sulla effettiva necessità di nuovi spazi (interi grattacieli) a uso uffici poichè allo stato attuale vedo comunque sparsi moltissimi cartelli di “affitasi” per spazi ufficio ovunque, a testimonianza del fatto che la crescita delle attività è al momento stagnante se non in regresso. Sarei d’accordo se l’intento fosse quello di decongestionare il centro storico dalla presenza di numerosissimi uffici (studi legali, notarili, ecc.) scomodi da raggiungere e fonte di traffico, poichè veramente non riesco ad immaginare quali attività potrebbero riempire ex novo tre grattacieli, quando si sono centinaia di uffici sfitti in tutta la città.
italianomedio
09 nov 2007 - 10:48 - #3E resto del parere che le tre torri non si affiancheranno mai quello del Duomo come simbolo della città.
Nicola Ottomano
09 nov 2007 - 10:53 - #4Erano state portate ben 17.000 firme raccolte dai comitati di zona (Dario Fo e Rocco Tanica in testa)… ovviamente le hanno bellamente ignorate
Ecco le foto di quei giorni
http://preview.tinyurl.com/yv4j7r
Come si può vedere c’era neve e non credo fosse così urgente abbattere quegli alberi (200 alberi!) in quelle condizioni climatiche e, soprattutto, nei giorni di natale!
Nicola
Nicola Ottomano
09 nov 2007 - 10:54 - #5quoto italianomedio.
Ricky-cola
09 nov 2007 - 11:27 - #6Be´se una cordata come Citylife propone tutti quegli spazi per uffici avra´fatto i suoi conti.. non credete? Vorra´dire che un po´di domanda c´é.. non saranno mica dilettanti allo sbaraglio.. tra di loro c´é anche ligresti! Non credete?
Nicola Ottomano
09 nov 2007 - 15:27 - #7@ricky-cola
ciò che più mi dà fastidio è il fatto che sacrificano il bene dei cittadini per i loro sporchi interessi.
Nessuno lo dice, ma quei grattacieli renderanno Milano più pesante di quanto sia già ora e toglieranno una certa percentuale di luce alle abitazioni nei paraggi!!!
In tutto il mondo civile si stanno ridimensionando le aspettative riguardo i grattacieli, per un’urbanistica più a misura d’uomo. Noi invece corriamo a costruirne di nuovi, seguendo l’esempio di tanti Paesi in via di sviluppo… per un’urbanistica a misura Duomo… :-)
bye
Ricky-cola
09 nov 2007 - 17:19 - #8@ Nicola Ottomano
Quella sui grattacieli sembra anche a me una polemica retrograda che non centra il bersaglio.. a parte che parlare di percentuale di luce tolta in una città con il clima di Milano é abbastanza ironico
Per quello che dici sul resto del mondo non mi sembra proprio che sia vero.. A Londra, che é sicuramente la città leader in Europa in campo economico e non solo, i grattacieli (molti anche di qualità) stanno spuntando come funghi da qualche anno, con l’apprezzamento di molti cittadini che ormai considerano il “Gerkin” di Foster un nuovo simbolo della città..
Ma potremmo parlare del nuovo grattacielo di Barcellona, di quello in progetto a Parigi, di Mosca, etc.
Ora, se sono d’accordo con te nel giudicare il progetto insoddisfacente, non mi sembra che il problema sia quello del “grattacielo sì - grattacielo no”
A me sembra che un grattacielo, così come i suoi omologhi, POSSA essere una cosa bella da vedere, ti dirò, a volte preferibile anche al cielo.. mi spiego: se avessi il privilegio di abitare in un posto in cui dalla finestra vedo la torre Eiffel, la torre della televisione di Berlino, o il Gerkin.. sarei contento di aver pagato quella vista con un pezzo di cielo..
poi de gustibus
Saluti
manuele-varese
09 nov 2007 - 17:19 - #9quei grattacieli sono brutti (guardate un pò a quelli che costruiscono in canada, cina, dubai o anche allo stesso pirelli) poi in quella zona ci staranno veramente male. secondo me i grattacieli devono concentrarli nell’area garibaldi repubblica/distretto finanziario affiancandosi al bello già in costruzione grattacielo per la nuova sede della regione
L'OscuroViandante
09 nov 2007 - 20:34 - #10Quello che penso di questo ‘esperto’ intervistato è che sia un gran cialtrone! Con tutti i distinguo che fa sposta l’attenzione dal vero e urgente problema, ossia che queste maledette colate di cemento ci tolgono il verde e il respiro, e non statemi a parlare di viste della Tour Eiffel!
Marcioweb
09 nov 2007 - 20:48 - #11Milano ha bisogno di una svecchiata mica da ridere.. prima di queste torri ci vorrebbero altre 4 o 5 linee della metro, nuovi musei, gallerie e architettura d’avanguardia per quanto riguarda le infrastrutture (cavalcavia, sottopassi.. etc..). Lo sviluppo orizzontale mi ricorda un po le favelas.. qualche grattacielo una città come Milano lo deve avere. Con buona pace dei cittadini, io vivo nei pressi di Malpensa e mi tengo l’aeroporto. Altrimenti ci si copre di ridicolo come per la TAV..
Gabriele02
09 nov 2007 - 22:37 - #12Mah. Vogliamo fare la metropoli europea? Facciamola. E allora ci stanno i grattacieli, così come le piste ciclabili, così come i mezzi che funzionano tutta la notte. E poi il ticket d’ingresso, le nuove linee del metro, la città del cinema ( ricordate? Doveva sorgere alla ex manifattura tabacchi di viale Fulvio Testi ). Giusto le prime cose che mi sono venute in mente. Lo sviluppo verticale non è affatto passato di moda, come dimostra la tutto sommato recente “supposta” di Norman Foster a Londra, oltre che il futuro di buona parte delle metropoli dell’Europa non solo continentale. Personalmente, il progetto CityLife non mi dispiace, anche se sarà migliorabile, di certo.
Migliorabile come tutto, anche alla Costituzione e ai dieci comandamenti manca qualcosa; ma in realtà il punto è un altro, ovvero che sono stufo di vivere in una città dove non va mai bene niente a nessuno. Tantopiù che gli stessi residenti che si lamentano oggi per qualche anno di cantieri, saranno i primi a vedere raddoppiati o triplicati i valori dei loro immobili una volta realizzato il progetto. Sono certo che a quel punto ridimensioneranno le loro lagnanze.
pacuvio
10 nov 2007 - 11:05 - #13una città dovrebber tener conto della sua storia architettonica…a milano un quartiere con le torri non ha ragione di esistere: se poi vogliamo davvero assomigliar a tokio dove coesistono modernità e tradizione, si può far tutto, però prima di questo tutto, il comandamento deve esser preservare quello che di buono ci è stato lasciato dal passato. Sentiam parlare continuamente di riqualificazioni, ma manutenzioni dovrebber esser la parola ripetuta in loop! ammetto che è stato fatto molto da quel lato in questi anni, ma qui troppo spesso si distrugge tutto. Carla di Francesco, sovrintendente ai beni culturali disse: “milano per guardare al futuro ha finito per rimuovere le proprie radici”..abbiam una storia pazzesca, sono stati errori/orrori coprire la cerchia interna dei navigli ieri e decidere di gettare cemento di fianco alla darsena oggi: quella è la storia di milano. E troppo spesso il movente è il traffico..
Oliverio Gentile
10 nov 2007 - 14:27 - #14Vi ricordo la “Linea Diretta con il Consiglio di Zona 9″ ( http://www.partecipami.it/consigliozona9 )!
pacuvio
10 nov 2007 - 19:17 - #15lambrate vuole costituirsi comune autonomo!!!!
nel corriere della sera di oggi la notizia: “se siamo figli di nessuno, meglio cavarcela da soli”..voglion raccogliere le firme per un referendum…
ora inizio a sperare in una prossima federazione del martesana, in fondo sono stati comuni autonomi almeno fino al 1917. Visto che il comune centrale non fa nulla per le cosiddette periferie e i consigli di zona sono politicizzati e bloccati da interessi di microlobby, come dargli torto, almeno a livello di provocazione???
Nicola Ottomano
10 nov 2007 - 23:02 - #16@ricky-cola
Certo… guardare un grattacielo ha il suo fascino… se ci stai ad almeno 5 Km di distanza!
Ma mettiti nei panni di chi si trova nelle vicinanze.
Guarda che il discorso della luce non è affatto campato per aria.
Tieni conto che un grattacielo toglie circa un’ora di luce al giorno alle abitazioni circostanti. Un’ora di lampadine accese in più (bollette più salate per chi abita in zona).
Poi c’è l’effetto psicologico… la luce solare è importantissima. Fai una prova. Vai a Manhattan per un anno e poi dimmi se non inizi a soffrire di claustrofobia… là, ad altezza strada, c’è luce solare solo a mezzogiorno!
Aggiungi l’impatto ambientale delle colate di cemento. E l’analisi dei venti è stata fatta? A Bari c’era Punta Perotti… sai che danni ha fatto bloccando il vento?
Finisco con i problemi di traffico che vengono generati dall’afflusso di persone che devono arrivare in zona.
Come vedi non è tutto nero o bianco, ma ci sono tante variabili che vanno prese in considerazione. E ciò che più dà fastidio è che queste decisioni sono prese tout-court dall’alto, senza coinvolgere la cittadinanza.
Nicola
Un
Ricky-cola
11 nov 2007 - 19:28 - #17@ pacuvio
il principio che una città dovrebbe tenere conto della sua storia architettonica mi sembra saggio e ottimo.. tuttavia, se estremizzato, incorre evidentemente in alcune assurdità, ad esempio: se non si deve costruire nulla che si distacchi dalla storia precedente, si finisce per negare proprio quella stessa storia (=evoluzione) alla quale ci si vuole ispirare.. la storia non é immobile
Esempio pratico: a Sesto San Giovanni si discute da un po’ la riqualificazione delle aree Falck (progetto di Renzo Piano) , e ci sono (ottima cosa) delle assemblee in cui esso viene discusso con i cittadini e le loro associazioni. In una di queste, qualcuno ha fatto osservare che un grande parco, come quello previsto da Piano, sarebbe sbagliato perché non c’entrerebbe nulla con la storia architettonica di Sesto (che, non dimentichiamolo, é quasi completamente urbanizzata e quasi completamente priva di verde.. )
Ora, saremo d’accordo tutti almeno su questo, che appellandosi alla storia architettonica si può arrivare a delle assurdità? Ovvero: se una città é priva di verde, o ha dei marciapiedi strettissimi su cui parcheggiano le auto, o ha gli edifici sporchi, non deve rimediare a nessuna di queste cose per restare fedele alla propria storia architettonica? In altri termini, appellarsi alla storia architettonica non deve diventare un modo di difendere lo status quo. Oltretutto, mi sembra che non ce lo possiamo permettere a Milano, dove lo status quo, saremo d’accordo tutti, non é esaltante e richiede tanti miglioramenti
D’altra parte non riesco a capire perché “a Milano un quartiere con le torri non ha ragione di esistere”.. in nessun posto dove hanno cominciato a costruire delle torri avevano ragione di esistere, prima di esistere..
Poi su quello che dici sulla storia pazzesca di errori ed orrori, spesso motivati dal traffico, sono perfettamente d’accordo con te!
Ciaociao
Ricky-cola
11 nov 2007 - 20:36 - #18@ Nicola Ottomano
Francamente il discorso della luce continua a sembrarmi abbastanza poco interessante.. ti spiego perché. Non ho bisogno di mettermi nei panni di quelli privi di luce perché per i primi vent’anni della mia vita ho vissuto in un appartamento al primo piano di un brutto edificio anni ’60 alla periferia di Milano; di fronte era sorto nel frattempo, negli anni ’70, un altrettanto brutto edificio con altrettanti piani. E così tutt’attorno. Fatto sta che in camera mia il sole sorgeva solo tra le 6 e le 7 del pomeriggio, e solo tra Maggio e Giugno.
Quanta gente vive una situazione analoga a Milano? Credo tanta. Non siamo una città americana con le sue villette unifamiliari, e il sole spesso e volentieri ci viene rubato dall’edificio del vicino. Cosa succede di diverso nel quartiere Fiera? Nulla. Perché tanto rumore allora? Perché nel mio palazzo negli anni ’70 non é sorto un comitato contro la costruzione del palazzo di fronte?
Io una mia spiegazione ce l’ho: prova a dare un’occhiata alla mappa tematica di Milano secondo lo status socio-economico degli abitanti: http://static.repubblica.it/milano/mappe/status2001/mappa.jpg
Gli abitanti del quartiere Fiera sono ricchi, spesso molto ricchi, per questo fanno rumore, per questo vengono ascoltati. Non trovo più il link, ma in un documento dell’ “Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano” ricordo di aver letto pressappoco questo: “Anche chi ha un attico all’ottavo piano non riuscira più a vedere le alpi dalla sua finestra a causa dei grattacieli”
Francamente non ho simpatia per queste battaglie di ricchi vs altri ancora più ricchi, che fanno semplicemente quello che loro hanno già fatto: andare il più in alto possibile.
Pensiamo piuttosto a quelli che abitano di fianco alle autostrade, alle tangenziali, alla Milano-Meda.. lo sapevate che abitare nel raggio di 300 metri da una di queste aumenta di tantissimo la probabilità di avere un cancro, perché si finisce per respirare i copertoni polverizzati per anni? Questi sono veri problemi di salute, altro che la luce. Ma forse chi abita lì non é esattamente nella posizione di farsi sentire..
Anche queste sono tra le variabili da considerare, che, siamo d’accordo, sono tante, così come sono d’accordo con te che queste decisioni debbano essere il più possibile “partecipate” e condivise dalla cittadinanza.. ponendosi i problemi giusti però!
Ciaociao
ilmichi
12 nov 2007 - 01:04 - #19Il progetto delle tre torri fa schifo. Metri cubi di cemento in assolutamente estranei alla storia architettonica di Milano. Un palazzo è stato addirittura ripescato tale e quale da un vecchio progetto bocciato per Tokyo.
Tutti gli esperti erano daccordo sulla superiorità del progetto di Renzo Piano che prevedeva più verde e una più alta qualità architettonica.
Il progetto è stato scelto per i soldi (500 Milioni di EUR) che sono finiti non al pubblico ma alla fondazione fiera (fondazione privata).
Bisognerebbe inventarsi qualcosa per fermare l’ennesimo sopruso a questa amata ma spesso oltraggiata città.
Possibile che si sprechi un’occasione così rara?
Ma che razza di classe dirigente becera e arrogante ci siamo scelti?
pacuvio
12 nov 2007 - 01:07 - #20rickycola…però un conto sono le aree della ex stalingrado d’italia (sesto) un conto per esempio è la darsena, ricca di 300 anni di storia e che si poteva e potrebbe diventare un museo all’aperto tanto più ora che hanno riportato alla luce i vecchi bastioni…milano ha una storia d’acqua, avrebbe potuto diventare come lubecca semplicemente chiudendo il centro alle auto presso l’antica cerchia dei navigli e rinnovandoli…architetti ed ingegneri avrebbero fatto una metro ad hoc; ora sorgeranno i quartieri dell’avvenire e le torri svetteranno sempre più, sarebbe bello veder le radici del passato e i nuovi frutti del presente…la nostra storia non è solo quella d’esser motore economico d’italia…credo tu abbia capito cosa intendo comunque…ciao
ricky-cola
12 nov 2007 - 10:37 - #21pacuvio.. sono totalmente d’accordo col tuo ultimo post! :-) ciao!
pacuvio
12 nov 2007 - 11:26 - #22@ilmichi..hai talmente ragione che infatti renzo piano va a fare il quartiere del futuro a sesto…
anche io ho visto il suo progetto: dieci volte superiore a questo…sarà una guerra tra ricchi ma se si va sul sito http://www.quartierefiera.org/notizie.htm#progettovinc
si leggono parecchie cose carine su quegli obbrobri che vogliono costruire..
vabbé, e chi li ferma gli interessi dei palazzinari? il comune?