Poesie sui muri di Milano

E questa volta le poesie di cui parliamo non sono di qualche artista di strada, del Luther Blisset del momento o di un situazionista che ama riempire i muri con versi autoprodotti.

Le poesie per strada le ha messe il comune, o meglio Vittorio Sgarbi. L'assessore che più volte si è dichiarato vicino all'arte di strada ha voluto mettere in piedi dell'arte di strada autorizzata che segue i binari della legalità.

Quello che mi sono chiesto è se qualcuno se ne è accorto, se qualcuno si è fermato a leggere questa o altre poesie. Voi lo avete fatto? Le avevate notate? Se si, vi siete fermati a leggere o siete passati oltre?


L'altro giorno camminando per strada ho visto questa poesia di Emily Dickinson (La Tempesta), appiccicata di fianco ad un manifesto che invitava i milanesi a rinnovare la concessione dei loculi del cimitero maggiore. Se non si aguzza la vista non la si nota, la si prende per l'ennesimo inutile avviso o per una pubblicità poco leggibile. Invece è cultura in forma di manifesto.

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