
E questa volta le poesie di cui parliamo non sono di qualche artista di strada, del Luther Blisset del momento o di un situazionista che ama riempire i muri con versi autoprodotti.
Le poesie per strada le ha messe il comune, o meglio Vittorio Sgarbi. L’assessore che più volte si è dichiarato vicino all’arte di strada ha voluto mettere in piedi dell’arte di strada autorizzata che segue i binari della legalità.
Quello che mi sono chiesto è se qualcuno se ne è accorto, se qualcuno si è fermato a leggere questa o altre poesie. Voi lo avete fatto? Le avevate notate? Se si, vi siete fermati a leggere o siete passati oltre?
L’altro giorno camminando per strada ho visto questa poesia di Emily Dickinson (La Tempesta), appiccicata di fianco ad un manifesto che invitava i milanesi a rinnovare la concessione dei loculi del cimitero maggiore. Se non si aguzza la vista non la si nota, la si prende per l’ennesimo inutile avviso o per una pubblicità poco leggibile. Invece è cultura in forma di manifesto.

Proust
22 nov 2007 - 09:42 - #1a me è capitato di vederle, sulla cerchia della 90/91 per l’esattezza, anche li erano messe a fianco degli avvisi del cimitero, saranno i posti che costano meno…amen.
trovo sia una bella idea, all’inizio non ci volevo credere se devo essere sincero, ho controllato che il logo del comune non fosse un falso e altre cosette, poi però mi son convinto. Bravi.
Davide79
22 nov 2007 - 09:56 - #2Io non avevo ancora notato questi manifesti ma per l’ennesima volta mi trovo in linea con lescelte del nostro assessore alla cultura (premetto che appartengo a tutt’altra ideologia politica. Ultimamente mi trovo spesso ad affermare che Vittorio Sgarbi è una persona preparata, che potrebbe fare l’assessore alla cultura di Milano con qualsiasi giunta e di qualsiasi colore(lo dimostrano anche le sue dichiarazioni domenica sera a report sulla questione dei vari cantieri milanesi isola-garibaldi-fiera)in quanto è persona preparata e sicuramente capace di provocare interesse con le sue iniziative. Non so quanto queste poesie potranno essere notate e apprezzate dai milanesi e quanto questa diffusione delle poesie su manifesti possa essere dichiarata cultura di strada, ma è sicuramente un segnale di apertura verso una cultura e un mondo che spesso, ingiustamente dal mio punto di vista, viene condannato e denunciato
pacuvio
22 nov 2007 - 11:42 - #3mi era già capitato di trovar poesie in strada un anno fa, in corso garibaldi, fuori dai negozi e sulle panchine…
va benissimo, bella mossa di sgarbi…sebbene in questa città si corra sempre, sugli autobus e in metro moltissimi leggono…certo la poesia è di per sé criptica e non di immediata comprensione, però quando penso alla nebbia, che una volta la faceva davvero da padrona ovunque, non posso non pensare a questa come una città intrisa di poesia, anche malinconica ma poesia..
Ioeirene
26 nov 2007 - 20:01 - #4Mi direste un paio di vie dove le avete viste che quando esco ci sto attenta e le leggo?
Sono curiosa…grazie!