Milano vista dal taxi: ultima parte

incidenteFine corsa: ultima puntata del viaggio per Milano in compagnia di Andreas e del suo taxi.

Torniamo sulle tensioni che vengono fuori una volta finita l’ora di punta…

Unì’altra delle colpe di questo traffico assurdo è che la gente è a tal punto esasperata che Milano è pericolosissima quando il traffico non c’è, come di notte, oppure la domenica, o ad agosto, e la gente va; ma troppo. E la causa è sempre il traffico…c’è quello che dice, ho preso questa M3 finalmente posso andare, nelle arterie principali cioccano in continuazione perchè finamente possono andare, hai la strada e la sfrutti.

I gialli di notte poi…non dovrebbe essere così ovunque; gli incroci pericolosi andrebbero tenuti accesi, il sabato c’è gente in giro, i semafori dovrebbero andare tutta notte. Vanno tutti uguali. E per molti vige la regola del “ho la macchina più grossa e arrivo dalla strada più grossa” quindi ho la precedenza.

A me da l’idea che in molti casi, come dicevi, sia una guerra tra poveri, confermi?

E’ anche un problema che ci si divide in categorie, e nessuno sa guidare. Nessuno; se sei in bici, ti incazzi con le macchine, se sei in macchina ti incazzi con le bici. E’ una cosa molto italiana, ci si scanna sempre l’uno con l’altro. Il senso civico, poi; piuttosto che far passare uno che deve entrare, no ci si ferma davanti e si blocca tutto. Alla macchina da fastidio che il motorino passi, e così lo chiude pur di non farlo passare. Uno contro l’altro, e ci si manda tutti affanculo. Poi c’è il verde preventivo…tu sei fermo in una fila, quando c’è il giallo ti suonano già. La famosa suonata per il verde preventivo.


A Report e in “Milano da morire” si è parlato tanto dei parcheggi del centro: che idea ti sei fatto?

Il park serve perché uno che ha la macchina deve poterla parcheggiare. Dipende dove lo fai però. Il problema del traffico è legato al troppo alto numero di macchine che vanno in centro, percui non puoi fare dei parcheggi sotto Sant’Ambrogio o in Piazza Meda, non esiste bloccare quelle zone lì per anni, incentivando in futuro, quando il park sarà pronto, a venire in macchina in centro. Ma non avevi fatto il ticket d’ingresso? E allora sei imbecille. O forse no: così vieni a pagare il parcheggio in piazza Meda dopo aver pagato il ticket. Così però non si risolve il problema del traffico. Va insegnata la cultura del mezzo pubblico, il messaggio del “se paghi entri e puoi” fa molto più leva del “ti fai un po’ più di culo ma non inquini” e il vero guaio è che poi la gente non si ribella a queste cose. Preferisce fare così:"Ci metto otto ore, ma mica prendo la bici come un barbone". A prendere la bici rischi di morire.

Per chiudere: fai il taxista da tre anni; avrai tirato su gente di ogni tipo, i tre più assurdi?

Il primo, è l’emerito-dottor-specialista-emerito-consulente che mi ha cagato in macchina. Ma come stai? Ma ti pare!?! Poche settimane fa mi arriva una chiamata da un centro medico, sale su questo vecchietto, doveva fare pochi metri di strada. Una puzza. Lo scarico, prendo un’altra chiamata faccio inversione e continuo a sentire questa puzza, e vedo questa chiazza…non è possibile! Non potevo annullare la chiamata che avevo preso...e poi gente di tutti i tipi; capita gente strafatta in continuazione, uno mi apre la portiera, coperto di sangue, apre e mi chiede “E’ libero?” no guardi, non è libero. Prende e se ne va; coperto di sangue, ma educatissimo.
Un’altra cosa che mi ha sorpreso sono stati i nomadi; sono entrato dentro a Baranzate e sono entrato in un mondo nel mondo. Non c’erano uomini, tutte donne e bambini. Loro guardavano me e io guardavo loro. Mi è capitato altre volte di caricare nomadi, pagano sempre. Il taxi è un servizio che gli serve, si trattano di lusso quando gli serve. Se devono tornare a casa con i mezzi per loro è uno sbattimento, e quindi quando possono prendono un taxi, tutte le volte mi hanno pagato. Mai un problema. Se ne rapinano uno di noi poi gira voce, e nessuno carica più.

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