Milano, città blindata

Dopo le polemiche e gli incontri sulla sicurezza che nei giorni scorsi hanno coinvolto il sindaco Letizia Moratti e i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine, Milano vara il suo piano per la prevenzione del crimine. La Stazione Centrale sarà blindata nel vero senso della parola, infatti, undici cancellate d’acciaio a scomparsa andranno a chiudere le aree più a rischio del crocevia ferroviario milanese. Non è finita, in Centrale saranno installate 550 telecamere, altre 1.500 verranno attivate sulle banchine e nelle stazioni delle metropolitane milanesi e ancora, ha annunciato il Vice sindaco Riccardo De Corato, verrà creata una rete di videocamere in viale Umbria , in corrispondenza delle fermate della linea 90-91.

Un grosso ammasso di occhi elettronici che vanno a sommarsi ai già 200 che sono sparsi per Milano. Tutto questo non può che far discutere, visto che non tutti sono d’accordo a sacrificare la propria privacy e la propria libertà in favore di maggior sicurezza. Già nel ’97 ci furono proteste di alcuni consiglieri comunali inoltrate al garante della privacy sull’argomento. Essere osservati e controllati in ogni momento della propria quotidianità non è certo una prospettiva idilliaca, ma è meglio sacrificare libertà o sicurezza?

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