Enzo Jannacci: i funerali alla basilica di Sant'Ambrogio

La città piange il suo cantore. Ciao Enzo, ci mancherai!

I funerali di Enzo Jannacci

Oggi Milano si è fermata. No, nessun blocco del traffico, nessuno sciopero selvaggio dei mezzi pubblici, nessun traffico isterico in tangenziale. Milano si è fermata per dare l'ultimo saluto a Enzo Jannacci, il cantautore scomparso lo scorso 29 marzo.
Tanta, tantissima la gente presente: tanti come quelli che hanno affollato la camera ardente per due giorni allestita al Teatro dal Verme. E però, ora, sembra che in effetti Milano ci sia tutta: li vedi tutti lì, siciliani, calabresi, pugliesi, romani. Quelli che sono arrivati nelle fabbriche, che assumevano operai e ragionieri. Una città che si pensava scomparsa, invece è qui a ricordare il cantore della loro vita e della loro Milano.

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Un lungo applauso, la basilica stracolma, tanti fazzoletti. In tantissimi ascoltano la messa fuori dalla chiesa. Le esequie in Sant'Ambrogio, poi la tumulazione al Famedio, luogo riservati ai grandi di Milano. Lì troverà il suo amico di sempre, Giorgio Gaber.

Enzo era un simbolo della nostra città, ognuno di noi conosce almeno una canzone, una strofa che ci ha fatto amare Milano. Con lui se ne va un pezzo di Milano, costantemente presente nei pezzi di Jannacci: quei luoghi raccontati con ironia, con immaginazione e con nostalgia. Una Milano di periferia, quasi mai centrale, dove le persone si incontrano assieme ai loro destini. Posti un po' meno conosciuti, soprattutto nella zona est della città: l'Ortica, il Forlanini, l'Idroscalo, Rogoredo. Era una città nata agreste, trasformata dalle fabbriche nel tempo. Ed è la strada il teatro delle sue canzoni, dove si sta sempre in piedi o si attraverso in macchina: il palo che aspettava la banda per strada, la Veronica di Via Canonica, un viaggio verso Rogoredo, da un'auto cade l'Armando. Cantava la realtà delle fabbriche, ora scomparse e trasformate dai nuovi abitanti. Di certo, lui stava dalla parte dei casciavit, degli operai col cacciavite, non certo di chi si sentiva cittadino del mondo da bauscia.
Tutta questa gente che oggi si è unita nel piangere Enzo lo vuole ringraziare per tutto questo.

Milano ha detto ciao ad Enzo: ora l'avvenire è un buco nero in fondo al tram.

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