Comune di Milano: il buco di 437 milioni e i tagli in arrivo

Si dovrà tagliare un po' dappertutto per ripianare il bilancio. "Non ci sono tabù", spiega l'assessore Balzani. Ma seguendo la linea del "chi ha di più, dà di più"


Austerity meneghina. Il Comune di Milano si ritrova con una differenza (in negativo) tra entrate e uscite di 437 milioni di euro che vanno ripianate. E siccome i soldi che arrivano da Roma sono calati di 250 milioni di euro dal 2010, a cui si aggiunge la tagliola del patto di stabilità interno (130 milioni di euro), c'è poco da scherzare. Questa volta bisogna davvero correre ai ripari in maniera strutturale, tagliando dove c'è da tagliare "senza nessun tabù". Seguendo solo due logiche: è necessario che chi ha di più dia di più e mantenendo una certa "coerenza politica".

Che vuol dire? Semplicemente che - per fare un esempio - se il Comune si è fino a questo momento distinto soprattutto per la creazione dell'Area C e il tentato rafforzamento dei mezzi pubblici, non si può pensare di tagliare bus e tram. Ma siccome tagliare non basterà, si dovrà anche rivedere le tariffe. Come spiega l'assessore al Bilancio Francesca Bazani: "Bisogna ridistribuire con giustizia il costo delle tariffe in base alla capacità contributiva. È un tema su cui aprire una discussione serena".

Cerchiamo un attimo di capire: dove si taglierà? Dove si cercherà di non colpire? Ogni singolo assessore sarà chiamato a ripensare il suo budget, presentando ogni riga di bilancio che possa subire delle limature. Non si esclude anche di rivedere i contratti di servizio, cercando di risparmiare dove si può. Si tenterà invece di salvaguardare il più possibile i servizi sociali e di non imporre nuove tasse; a eccezione, come detto, di una "redistribuzione del costo".

Fermo restando, però, che "le forze oggi sono tutte concentrate sulla riduzione della spesa non stiamo studiando una manovra fiscale". Quindi: taglio del budget degli assessorati, revisione dei contratti di servizio, aumento delle tariffe in base al reddito. Cercando di evitare di tagliare i servizi sociali e di aumentare la tassazione diretta.

"Non si potrà contare su nessun aiuto esterno", sottolinea l'assessore. E per "aiuto esterno" si possono intendere anche quelle plusvalenze delle vendite e degli oneri di urbanizzazione che nel 2012 avevano portato in cassa 240 milioni. La legge di stabilità impedisce di utilizzarle per coprire le spese correnti.

Per quanto riguarda i tempi, neanche a dirlo, si è strettissimi: in 2 settimane l'assessore avrà parlato con tutti gli assessori che le diranno quali sono le cose a cui non possono rinunciare e quelle da tagliare. L'obiettivo è di arrivare con il bilancio pronto a maggio in Giunta e in giugno in Consiglio Comunale.

  • shares
  • +1
  • Mail