Addio al Palasharp...ed era ora!

La comunità islamica chiede al Comune la gestione della struttura

Il Palasharp sarà demolito entro l'anno. La tensostruttura di Lampugnano, ormai in totale stato di abbandono (non ci fanno nemmeno più le feste de l'Unità in estate...) crea problemi di sicurezza e igiene nella zona.
Il tendone è sorto nel lontano 1986 per sostituire, temporaneamente secondo le intenzioni, il vecchio palasport antistante lo stadio che crollò sotto il peso della grande nevicata del 1985.
Primo sponsor fu lo stilista Nicola Trussardi, da cui il nome di PalaTrussardi, al quale seguirono le denominazioni PalaVobis, PalaTucker, Mazda Palace e infine PalaSharp. La struttura fu inaugurata nel settembre del 1986 con un concerto di Frank Sinatra. Per circa un decennio fu lo stadio dell'Olimpia Milano, prima che la squadra si trasferisse al Forum di Assago.
Costruito in pratica di abusivismo, fu a lungo a rischio di demolizione. La prossimità ad un convento ha causato molteplici problemi con le monache ivi residenti, a causa degli show prolungati o del volume eccessivo.
Nel corso degli anni, il PalaSharp ha ospitato un gran numero di eventi. Dentro la struttura si sono svolti concerti di tantissimi artisti della scena italiana e internazionale. È stata anche la sede di eventi di natura politica, nonché di ritrovi religiosi, show televisivi (solitamente di natura musicale o sportiva).
L'amministrazione comunale ha deciso che l'operazione di smantellamento non è più rinviabile: il palazzetto, restituito al Comune lo scorso primo marzo dalla società di Divier Togni è stato più volte occupato abusivamente da senzatetto ed extracomunitari e la polizia ha operato diversi sgomberi. Anche la situazione igienica ormai è fuori controllo: i topi la fanno da padroni tanto che il Comune ha avviato la derattizzazione nella zona, anche per le vive proteste delle monache del vicino Istituto Casa di Nazareth che offre pane ai più bisognosi.

Il problema più grande, di questi tempi, è al solito dove reperire i soldi necessari per l'abbattimento: il Comune ha stimato i costi in 600mila euro e vorrebbe caricarli sulla società che si occuperà di costruire la nuova struttura dedicata a musica e spettacolo. Certo, il problema è che di progetti in questo senso non ce n'è: allora prevediamo che i soldi per la demolizione li tirerà fuori l'amministrazione e il tutto verrà concluso entro il 2013, come prevede già il piano triennale dei lavori pubblici. In attesa del nuovo palazzetto, che dovrà essere operativo almeno per l'Expo 2015. Vedremo.

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