CityLife Milano perde i pezzi: addio a due grattacieli?

Sicuramente non si farà il Museo di arte contemporanea disegnato da Libeskind

Non che la cosa sorprenda, visto come stanno andando a finire un po' tutti i progetti più o meno direttamente legati all'Expo 2015, ma è comunque una notizia quella dei nuovi tagli che si abbattono sul progetto CityLife. Addio (probabile) a due grattacieli su tre, mentre è ufficiale - ma già si sapeva da tempo - la cancellazione del Mac, acronimo tecnologico per quello che sarebbe dovuto diventare il Museo d'Arte Contemporanea di Milano (e che Pisapia aveva subito fatto sapere di non gradire).

Si salva il grattacielo di Arata Isozaki, ancora in costruzione, in cui Generali trasferirà la sua sede milanese. Il progetto del grattacielo "storto" di Liberskind viene rinviato a data da destinarsi, quello di Zaha Hadid è in forse. Tutta colpa della crisi, ovviamente, che ha anche costretto il Comune a ritrattare la convenzione con la società CityLife rinunciano definitivamente al Museo d'arte contemporanea che doveva diventare il polo d'attrazione del quartiere.

I 45 milioni già intascati dal Comune - versati da CityLife - per la costruzione verranno utilizzati per altre opere pubbliche, in particolare per restaurare il Vigorelli (18 milioni di euro, 6 in più) - storico tempio del ciclismo indoor che si trova proprio in zona Domodossola - e il padiglione delle Scintille (27 milioni di euro, 19 in più), un'altra parte sarà utilizzate per velocizzare un po' i lavori della M5. Si salvano 11 milioni, che dovrebbero venir destinati a opere pubbliche all'interno del parco che sorgerà nel quartiere.

Questo per quanto riguarda il Comune, che non ha voce in capitolo sui grattacieli costruiti dalla società privata - un consorzio composto da Generali Properties S.p.A, Gruppo Ras, Progestim S.p.A. (Gruppo Fondiaria-SAI), Lamaro Appalti S.p.A. e Grupo Lar. E proprio dal consorzio si cerca di smentire le voci del congelamento dei grattacieli: "La gara di assegnazione dei lavori del grattacielo di Hadid è in corso e sono iniziati gli scavi per le fondamenta. Fra sei mesi inizieranno le procedure per il secondo".

E d'altra parte non è che si possano fermare le costruzioni come se niente fosse, anche considerando che le vendite sono già partite e che fino a questo momento si erano messi in discussione solo gli appartamenti extralusso.

Si vedrà, ma intanto la "decrescita forzata" porta con sé qualche buona notizia: tutti i punti in cui sarebbero dovuti sorgere progetti ancora fermi andranno ricoperti di verde e la consegna del parco pubblico dovrà comunque arrivare entro il 2015, nessuna dilazione.

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