
La Moratti e De Corato avevano detto no all’iscrizione agli asili milanesi dei figli di genitori clandestini. I ministri Fioroni e Ferrero, Rosy Bindi e buona parte del consiglio comunale, si sono schierati contro Palazzo Marino. Ma dopo la politica si passa ai fatti, ieri era il primo giorno utile per le iscrizioni all’asilo e, come da copione, la prima mamma senza permesso di soggiorno è stata rimbalzata. Da chi? Da nessuno in particolare, semplicemente dal bando che la esclude dalla possiblità di iscrivere il figlio alle materne.
Prima richiesta d’iscrizione bocciata, primo ricorso partito. Leggevo sulle pagine di Repubblica che la mamma in questione si è subito rivolta ad un avvocato, il quale ha dichiarato al quotidiano romano:
“Il minore non è mai un clandestino. La condizione dei genitori non può precludere i diritti dei figli, al contrario la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo dice chiaramente che lo Stato deve sempre prendere decisioni a vantaggio dei minori”
Intanto, il gruppo d’opposizione a Palazzo Marino ha chiesto alla Moratti di ritirare questa ordinanza entro dieci giorni.
fabio deep
16 gen 2008 - 08:16 - #1Se iniziamo a trattare male gli stranieri sin da bambini, come possiamo pretendere che quando saranno adulti si comporteranno bene?
jason2
16 gen 2008 - 09:38 - #2Italiani, diamoci tutti alla clandestinità ed inizieremo ad avere diritto:
- vitto e alloggio a spese del Comune
- asilo
- etc etc
gabibbo
16 gen 2008 - 13:40 - #3voglio fare anch’io il clandestino!
(oh, accidenti… non ho bambini da mandare all’asilo, non ci guadagno niente! i gatti vanno benre lo stesso?)
Yumi
16 gen 2008 - 16:02 - #4Spero che almeno coloro che hanno il permesso di soggiorno scaduto da mesi causa lentezza della Questura per lo meno continuino ad avere la possibilità di mandare i propri figli all’asilo, se no si rischia di fare di tutta l’erba un fascio.
maurizio.piovani
16 gen 2008 - 16:22 - #5Io credo che il problema sia difficile da affrontare sul lato pratico e che in realtà nasconda una questione politica seria.
Prima di tutto stiamo parlando di scuole materne e non di istruzione obbligatoria.
Nessuno tuttavia vuole discutere sull’importanza e l’utilità di queste scuole, il cui accesso è comunque fondamentale per un bambino nel suo percorso di crescita.
E’ comunque inevitabile pensare alla scuola materna anche come un “commodity” per i genitori ed io stesso, genitore lavoratore con bambini alla materna, l’asilo lo vivo anche in questo senso. Benedetto asilo! Che serve ai miei figli e che mi risolve molti problemi.
Le scuole materne per ogni amministrazione comunale sono un “buco nero” ed è chiaro che ogni Comune ponga il problema politico di come gestirle e pretende di avere un aiuto dal governo regionale o nazionale.
E su questo punto è risaputo che non ci sia molto dialogo tra il Comune di Milano e Roma. In una estrema semplificazione la Moratti pretende che Milano sia trattata come la prima città d’Italia; Prodi risponde: “se sei la prima città d’Italia, sei capace di arrangiarti”.
E se il tema della discussione è questo, politicamente il Comune di Milano ha fatto una scelta: rifiuto gli immigrati clandestini ed i morosi anche in quanto non mi permetterebbero di garantire un adeguato servizio, non contribuiscono al mantenimento qualitativo del servizio e c’è un problema politico dei servizi che il comune debba offrire a tutti coloro che non contribuiscono in nessun modo allo sviluppo della città.
Credo che il senso ultimo dell’iniziativa della Moratti possa essere questo: “Lo devo davvero fare? Se si non intendo farlo a spese solo mie, perchè il prolema pratico lo debbo gestire io ma il problema politico qualcun altro”.
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IperPerro
16 gen 2008 - 18:40 - #6Provo ad andare in America da clandestino e chiedere dei diritti per mio figlio, voglio vedere dove mi sbattono.
morny82
16 gen 2008 - 20:22 - #7Se non sei regolare non vedo perchè devi avere gli stessi diritti di chi vive in questo paese, lavora e paga le tasse. Non è una contraddizione essere clandestini e volere dei diritti? Però è anche vero che se tu sindaco fai una norma che vieta ai figli dei clandestini di andare all’asilo significa innanzitutto che ammetti d’aver clandestini.
Nonostante quello che ho scritto sopra mi dispiace per i bambini (che non hanno colpa) e concordo con Yumi di non penalizzare gli immigrati in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno.
Tim Buckley
16 gen 2008 - 22:18 - #8@ IperPerro: vai!
euza
17 gen 2008 - 10:07 - #9Succederà che i figli dei milanesi andranno in lista di attesa perché i posti negli asili saranno occupati da figli di clandestini. La soluzione: fare più asili. La conseguenza: “io pago”
desmonly
17 gen 2008 - 14:02 - #10Se 20 anni fa avessimo dato ascolto a chi ci avvertiva,ora non saremmo in questa situazione!!!