
E’ gia da tempo che a Milano si parla della creazione di un nuovo termovalorizzatore, ovvero un posto dove trasformare l’immondizia in energia. Palazzo Marino aveva calcolato che entro il 2011 i rifiuti prodotti da Milano sarebbero incrementati a tal punto da non poter più essere smaltiti adeguatamente. Si parlava di 507mila tonnellate, ovvero 57mila in più di quelli smaltiti oggi.
Ma dove piazzare il termovalorizzatore? Si era parlato di Opera, ma non tutti sono contenti di ospitare in casa loro una struttura di questo genere. In particolar modo, oltre ai cittadini, avevano alzato barricate verdi ed ambientalisti rilanciando un discorso di maggior raccolta differenziata.
Al tempo stesso la questione, a livello istituzionale, ha creato due assi Milano+Regione vs. Provincia. I primi per la costruzione, la provincia contro. La Provincia sostiene infatti che i conti di Palazzo Marino siano errati e che non ci saranno tutti quei rifiuti in più, il comune, secondo la provincia, conteggia anche i rifuti del monzese che appartangono alla futura provincia di Monza.
La soluzione in temi come questo non ce l’ha in tasca nessuno, anche perchè è difficile conoscere e saper leggere i dati. Voi che percezione avete di tutta la questione?
Nicola Ottomano
17 gen 2008 - 19:41 - #1Va fatta la raccolta differenziata… e va fatta in maniera strutturata!
Il 25 Gennaio ci sarà una conferenza di Paul Connett a Mesero:
http://beppegrillo.meetup.com/1/calendar/6956332/
Nicola
Proust
17 gen 2008 - 20:38 - #2la raccolta differenziata dell’umido è la soluzione in tasca, porca boia!
il 25% dei rifiuti urbani è umido, prendi quelle 507mila tonnellate togli il 25% e vedi che non c’è bisogno di fare nessun “falò” in più, probabilmente se ne spegnerebbe anche qualcuno…
fare il compost con l’umido è più ecologico, più economico e immediatamente attuabile… però chi ci guadagna con gli inceneritori non è contento!
come no..
17 gen 2008 - 21:24 - #3…infatti..avete ragione..la differenziata obbligatoria ,e che sia davvero OBBLIGATORIA ,con multe e quant altro per chi non la fa, è la sola e unica strada per non avvelenarci tutti quanti…ma ovviamente andrà diversamente , siamo in italia
giacomo primo
17 gen 2008 - 22:04 - #4Non so nelle varie città d’Italia, ma milano è una cosa scandalosa… quasi accelerano quando ti vedono in prossimità delle striscie.
andando in svizzera anche vicino al confine basta solo passare vicino a una striscia pedonale che subito le auto rallentano da lontano per poi fermarsi e farti passare… e se osservate bene si fermano pure molti italiani? Allora c’è qualcosa che non va… italiani cafoni nei confronti dei propri connazionali ma non in trasferta…
Poi ricordo che nelle autoscuole si da poca importanza a questa cosa, non si ricorda mai agli “alunni” quanti autisti idioti ci sono sulle strade italiane e non si invita a cambiare mentalità..
bah.
giacomo primo
17 gen 2008 - 22:07 - #5scusate ho sbagliato post.
per quanto riguarda i rifiuti a milano: come sono le percentuali di differenziata? mi sembrava fossero altine, tanto da vantarsi rispetto ad altre realtà più a sud… o è tutta fuffa? non c’è la raccolta dell’umido a milano? (io abito in provincia non conosco la situazione)
manuele varese
18 gen 2008 - 02:17 - #6scriviamo in massa al comune di milano ed all’amsa invitandoli ad iniziare il più presto possibile la raccolta dell’umido !!
sai quanti rifiuti ci sarebbero in meno ?!!
ma cosa aspettano ??
l’inceneritore silla 2 è più che sufficiente. (tralaltro ricordo benissimo che all’inaugurazione nel 2003 annunciarono che la vecchia ciminiera sarebbe stata demolita.. invece è ancora lì.. e magari anche funzionante! così invece di una, ne abbiamo due di torri fumaiole!)
sdb75
18 gen 2008 - 09:10 - #7Discariche e termovalorizzatori non sono la soluzione del problema se prima non si provvede alla raccolta differenziata dei rifiuti!!! Sarà difficile arrivare a non avere più rifiuti ma se la differenzazione verrà fatta ovunque in modo serio ed intelligente si potranno ridurre i rifiuti dell’80%.
La raccolta differenziata davanti a tutto!!!
Poi bisognerebbe iniziare ad evitare l’aquisto di prodotti troppo confezionati! Basta acque anche in bottiglie “mono dose” da 125ml, 100gr di biscotti in scatole che pesano più di loro, patatine che si “perdono” nei loro sacchetti, piccoli elettrodomestici in enormi confezioni di cartone e polistirolo tanto grandi da poter imballare anche dei frigoriferi…
Puck74
18 gen 2008 - 09:38 - #8Mi sembra che si parli di raccolta differenziata un pò a vanvera. Dove pensate finisca comunque l’umido? In una sezione ad hoc del Silla 2. Per la cronaca a 300m da casa mia. Qualcuno deve pur averlo vicino casa e quando vedo che tutti insorgono quando si parla di costruire un inceneritore vicino a casa lora mi viene un nervoso. Un pò di senso civico!
Orzowei
18 gen 2008 - 09:52 - #9A proposito dell’ubicazione di questo eventuale secondo termovalorizzatore (concordo anch’io che se si procedesse con la raccolta dell’umido non servirebbe proprio) faccio presente che la zona sud di Milano ha già pagato il suo costo sociale con la presenza del carcere di Opera, di numerosi insediamenti Rom abusivi e regolari, con la presenza di fabbriche ad alto rischio ambientale e sanitario e con la recente costruzione dei due impianti di depurazione delle acque reflue (Nosedo e S.Rocco).
BORAT
18 gen 2008 - 10:50 - #10adesso un carcere è anche un costo sociale… che ti lamenti, ce l’hanno pure in viale Papiniano a 500 metri dal Duomo un carcere!
gabibbo
18 gen 2008 - 11:54 - #11BORAT, non hai mica torto sai?
Certo, Opera non è un manufatto storico come San Vittore, ma anche questo è un carcere, non è mica Santa Maria delle Grazie.
E quanto al depuratore di San Rocco, per piacere siamo onesti: è una struttura bassa e quasi invisibile, all’estrema periferia, in cui la cosa più vicina è il centro commerciale Fiordaliso… dài, orsù… se facciamo tutti così, dove andiamo a finire?
cattivik
18 gen 2008 - 11:56 - #12Devo dire che sulla questione dei termovalorizzatori c’é una notevole discordanza di opinioni e questo mi crea qualche dubbio favorito anche dalle innumerevoli informazioni che circolano sull’argomento.
Tutte riportano risultati di illustri e quotati ricercatori e ai miei occhi di inesperto sull’argomento tutte sembrano egualmente valide. Come fare allora a capire chi ha ragione? Di chi fidarsi?
Forse la soluzione più ovvia é anche quella più semplice, quella che a scuola ci hanno sempre negato: copiare.
Dato che in Italia non sembra esserci un ente super partes con le idee chiare, di cui ci si possa fidare e che non sia implicato in intricati complotti politico-mafiosi-economico-piduisti-massoni, allora dobbiamo guardare all’estero. Non ha più senso cercare di fare i primi della classe sulle teorie ambientaliste quando a livello pratico l’unico risultato delle politiche ambientali nazionali sono le sanzioni che ormai mensilmente (o quotidianamente) ci arrivano dalla Comunità Europea e le cui conseguenze guarda caso non ricadono mai sui reali responsabili. È ora di fermarsi e umilmente copiare da quelle nazioni che fanno del rispetto della natura e dell’uomo un tema principale della loro politica; nazioni che da decenni sono state in grado fare convivere l’alta tecnologia, l’industrializzazione, la tutela dell’ambiente, la qualità della vita e il rispetto della persona.
Se analizziamo bene questi parametri tra le maggiori nazioni industrializzate, la scelta oggettiva ricadrà (secondo me) sugli stati scandinavi e non potremo fare a meno di notare che qui troviamo un uso diffuso di energia da fonti rinnovabili (principalmente idroelettrico ed eolico) abbinato a centrali atomiche, uso di carburanti ecologici (etanolo) e soprattutto, per riallacciarmi al tema, un avanzato sistema di raccolta differenziata affiancato da termovalorizzatori ottimizzati per la produzione di calore per i sistemi di teleriscaldamento. Ora, dato che gli scandinavi vantano un sistema sociale ed una coscienza ecologica unici al mondo, basta visitare una zona anche altamente industrializzata e densamente urbanizzata per rendersi conto dei risultati che hanno raggiunto.
Davvero crediamo che dall’oggi al domani saremo in grado di trovare soluzioni migliori delle loro? e soprattutto farlo in tempi accettabili?
Proust
18 gen 2008 - 12:01 - #13quanta saggezza in un sol uomo!
bravo cattivik!
Orzowei
18 gen 2008 - 12:35 - #14Non sono afflitto dalla sindrome cosiddetta Nimby (Not in my backyard, non nel mio giardino), dicevo solo che la zona sud (quella del famoso parco agricolo sud…) ha già dato disponibilità per tante strutture pubbliche. Nel prossimo futuro vedremo, sempre in zona sud, anche la cittadella della giustizia a Porto di Mare e il mega complesso ospedaliero voluto da Veronesi in via Ripamonti. Se serve un nuovo termovalorizzatore che si faccia, però, attenzione, se lo si costruisce solo per far soldi e bruciare immondizia importata da altre Province (visto che il Silla sembra per ora sostanzialmente sufficiente), allora non ci sto.
maurizio.piovani
18 gen 2008 - 13:34 - #15@Puck74
Silla 2 ed il protocollo stilato con AMSA sono una questione da tenere sotto controllo.
E’ poi sacrosanto ricordare che fare il compostaggio potrebbe aiutare a risolvere alcune problematiche.
@Puck74
Se anche tu sei della zona, Ti aspetto sul blog:
http://www.mauriziopiovani.it
http://www.20016.it
Gattopazzo
18 gen 2008 - 15:03 - #16Cattivik ti quoto ma ti contraddico subito :P
Solo in parte, per precisare che non hai considerato il dato della densità di abitanti in Scandinavia.. Non per sminuire le loro magnifiche politiche (non sono ironico, sono un filo-nordico convinto :D ) ma bisogna ammettere che pressochè qualunque politica energetica e ambientale sarebbe vincente in Paesi estesi come l’Italia ma con la popolazione della sola Milano ;)
(banalmente, diciamo che in Scandinavia un “cortile” di nessuno dove mettere inceneritori centrali nucleari e scorie lo trovi facilmente ;) )
GENNARO_
18 gen 2008 - 15:22 - #17EMERGENZA IMMONDIZIA A MILANO? MA GUARDA CHE QUI MICA SIAMO A NAPOLI! FIGURATI SE A MILANO SONO COSì DISORGANIZZATI E MENEFREGHISTI COME GIù A NAPOLI! MA NON SCHERZIAMO!
cattivik
18 gen 2008 - 15:43 - #18Gattopazzo
hai ragione a dire che in scandinavia la densità è molto bassa ma questa non può essere una giustificazione valida. Anzi direi che è più uno stimolo a percorrere la strada delle amministrazioni autonome delle regioni.
Infatti è evidente che la gestione a livello locale del territorio consente una minore dispersione delle risorse.
Dato che parte della mia famiglia si trova in scandinavia, devo dirti che ti sbagli quando parli di “cortile di nessuno”.
Non esiste il concetto: “area pubblica = area di nessuno”.
Il loro elevato rispetto per l’ambiente e la tutela della salute ha generato la forte convizione che qualsiasi danno arrecato alla natura è un danno diretto arrecato all’uomo.
Gli impianti di termovalorizzazione e teleriscaldamento non sono delle vergogne da nascondere in mezzo alle loro immense foreste.
Al contrario, li costruiscono secondo i migliori criteri di sicurezza e se li piazzano in mezzo alla città, con le ciminiere in acciaio colorato ben visibili a che svettano in mezzo alle case.
brambilla
18 gen 2008 - 20:48 - #19Incredibile: e dire che milano doveva essere cos+ diversa da Napoli..d’altronde,sempre in provincia siamo.
valvolin
19 gen 2008 - 11:12 - #20cattivik
Ma l’inceneritore di Figino?
Teleriscalda una zona di Milano. Oggi stanno costruendo la giunta con la centrale termica delle piscine di Rho.
Entro l’anno prossimo ci sarà un sistema unico che riscalderà: Pero, cerchiate, figino, zona S.Siro, fiera milano, Mazzo di Rho.
La verità è che certi ambientalisti, in passato hanno fatto terrorismo su varie cose: centrali nucleari, TAV, Termovalorizzatori…….ecc…
Per cui in Italia alcune cose sono tabu’, ma non perché inquinanti/pericolose, solo perché qualcuno ha detto così.
Come negli anni 90, c’era tanta gente convinta che mettendo la benzina verde al posto della super (nei motori alimentati a super) si inquinasse di meno.
Gattopazzo
20 gen 2008 - 20:21 - #21Cattivik
il cortile di nessuno voleva solo richiamare il “not in my backyard” detto da qualcuno prima: i popoli nordici hanno una cultura della comunità assolutamente invidiabile. Non intendevo certo dire che usassero le foreste come discariche, però penso che ad esempio il discorso scorie nucleari per loro sia molto piu semplice da affrontare.
Ripeto non voglio sminuirli, hanno dalla loro delle politiche fantastiche ;)