
Alcuni giorni fa avevamo riportato la notizia che nel 2008 Milano sarebbe stata la capitale della fotografia, con grandi mostre di maestri dello scatto come Usher Fellig, Joel Peter Witkin e Jan Saudek. Soprattutto gli ultimi due, hanno suscitato qualche perplessità in giunta. In particolare De Corato ha affermato di volere «linee guida precise» per quanto riguarda i rapporti Comune e mostre.
La decisione della giunta è rimandata ai prossimi giorni, vedremo. Però uno guarda un attimo in giro e cosa vede? Che a Parigi fanno ben altro: alla Biblioteca Nazionale aprono al pubblico un settore, denominato icasticamente “l’enfer”, in cui dal 1844 vengono custoditi i libri licenziosi, pornografici, erotici.
Per dirla tutta, “libri che si leggono con una mano sola”; ne fanno una mostra che andrà avanti fino a marzo, e diventa un evento planetario. Poi ci lamentiamo di essere la periferia dell’impero, ma non siamo neanche la periferia: siamo la provincia, della provincia, della provincia.
Tim Buckley
21 gen 2008 - 11:19 - #1Credo che De Corato si ispiri più a Cittadella o a Treviso che a Parigi, nell’immaginare la sua Milano ideale..
Gabriele02
21 gen 2008 - 11:33 - #2Riguardo alla necessità di “una verifica delle linee guida”, Sgarbi dal Brasile ha dato una risposta esemplare:”Facciano una verifica al loro cervello” :-)
desmonly
21 gen 2008 - 15:04 - #3la verifica al cervello di Sgarbi invece è materialmente impossibile da effettuare !
AngeloUni
21 gen 2008 - 21:11 - #4beh..non è che abbia sta simpatia estrema per sgarbi,però insomma di arte ne sa un bel po’.., e poi contro “suor letizia” mi schiererei anche al fianco di una pantegana.
eucasta
05 giu 2008 - 18:37 - #5anche io non ho gran simpatia per quello Sgarbi che urla e insulta in tv. ma quando si mette a fare il suo mestiere, che è quello di parlare d’arte, mi resta più simpatico e ascoltabile. E anche nel caso della mostra di Joel Peter Witkin e Jan Saudek, che gli si può dire? Ha cercato di portare a milano due nomi di chiara fama internazionale. E se si è vista la mostra si capisce anche facilmente il perché. Di fronte a due grandi, che senso ha schierarsi contro di loro , e contro Sgarbi, in nome di un pruriginoso moralismo?