Boxe in lutto: addio a Duilio Loi

Uno che chiama sua figlia Bonaria, non può essere un uomo cattivo. Eppure tirava pugni che buttavano giù i muri, aveva il naso piatto come un asse da stiro, la faccia di chi le ha prese e le ha date. Più date (115 vittorie ) che prese (8 pareggi e 3 sconfitte ): Duilio Loi, è morto a 78 anni, a Milano, solo, dimenticato, una vecchia gloria di cui nessuno ha più memoria.

«Perché il pugilato è uno sport barbaro» dicono le anime belle: no, perché Duilio Loi era una reliquia di un altro tempo. Da lasciare in un angolo a prender polvere, come la lingua del santo. La sua storia, si incrocia con quella di una Milano anni sessanta, tra le fabbriche piene, le seicento che arrancano in piazza del Duomo aperta al traffico, e San Siro senza anelli.

Proprio a San Siro nel 1960 si batte contro il portoricano Carlos Ortiz: ci sono cinquantatremila spettatori, l’incasso della serata è mostruoso, oltre cento milioni di lire. Anche Ortiz incassa bene, ma non abbastanza: al 15° round va giù. Roba da “Rocco e i suoi fratelli”, che tra l’altro è proprio girato in quell’anno. Dopo qualche rivincita, Duilio Loi chiuderà la carriera nel 1963. Pronto a cadere nell’oblio; fino ad oggi.

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