A rischio i fondi agli asili milanesi per il prossimo anno

Si sa, fare il ministro dell'istruzione non è mai stata una passeggiata. Contestazioni bipartisan a go-go da parte dei giovani studenti. Se lo ricorda bene la Moratti contestata da più parti per la sua riforma. Per questo, tra l'attuale Ministro Fioroni e la Moratti ci dovrebbe essere solidarietà cameratesca; quella stessa solidarietà che esiste tra commilitoni che hanno condiviso un destino avverso. Non è questo il caso: tra il Ministro e il Sindaco è guerra aperta.

Per punire la mancata revoca del provvedimento comunale che sbarra l'accesso ai figli dei clandestini, Fioroni ha messo in moto il processo di revoca di parità e finanziamenti alle materne milanesi. A partire dal prossimo anno scolastico, le 170 scuole dell'infanzia gestite da Palazzo Marino (la maggioranza in città) non solo perderanno la parità, ma soprattutto non potranno più fare affidamento sui finanziamenti statali (8 milioni di euro sui 100 spesi per il servizio).

La Moratti si indigna e giudica una "incomprensibile interferenza" l'avvio della pratica. Il provvedimento della Moratti, si giustifica lei, non rientra nelle scuole dell'infanzia. Inoppugnabile: le scuole dell'infanzia - ha spiegato - non rientrano nella scuola dell'obbligo quindi, si tratta di una politica in più che fa il Comune di Milano nell'offrire questo servizio ai suoi cittadini.

E' incredibile: il ministro interferisce così pesantemente nelle scelte del Comune di Milano. La cosa grave è che il ministro ci chiede di discriminare i bambini milanesi e quelli figli di immigrati regolari a favore dei figli degli immigrati irregolari".

La querelle continua. Se l'avvio della pratica andasse a "buon" fine Milano si vedrebbe decurtare parecchi soldi che servono, eccome. Naturalmente il procedimento verrà ovviamente interrotto se l'Amministrazione provvederà' ad adeguare la circolare n. 20/2007 al rispetto della normativa vigente che, si legge nella nota, "è in netto contrasto con i principi internazionali, comunitari e disposizioni legislative e regolamentari, nonché con gli stessi articoli 2, 10 e 34 della Costituzione".

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