
Regione, provincia e comune, nelle persone di Roberto Formigoni, Filippo Penati e dall’assessore comunale Maurizio Cadeo, si sono incontrate per discutere di un nuovo termovalorizzatore. Dopo le prime ritrosie, adesso pare che anche la provincia si stia decidendo ad accettare questa soluzione.
Le tre istutuzioni si sono date un termine di 20 giorni per decidere esattamente cosa fare, dove e con quali tempistiche. In realtà stanno studiando anche altre possibilità, ma pare che alla fine di questo tavolo di discussione di una ventina di giorni, sarà proprio il termovalorizzatore a spuntarla su altre ipotesi.
Nicola Ottomano
28 gen 2008 - 13:16 - #1Solo due parole: “sdegno” e “schifo”
Orzowei
28 gen 2008 - 13:46 - #2Ma serve veramente a Milano un nuovo termovalorizzatore?
Non sarebbe meglio riattivare prima la raccolta dell’umido?
Viene da pensare che sia solo business… per bruciare l’immondizia di altri comuni.
Proust
28 gen 2008 - 13:47 - #3facciano la loro scelta, ma poi voglio vedere un documento controfirmato da tutti in cui spiegano il motivo, perchè il termovalorizzatore è meglio del compostaggio e della raccolta dell’umido che a Milano non c’è, di chi ci guadagna su e chi ci rimette, del perchè non si punta sulla riduzione dei rifiuti alla fonte incentivando la distribuzione sfusa, da dova vengono i dati dell’aumento del volume di rifiuti etc.
possibilmente tutto controfirmato da un perito imparziale ed esterno. a quel punto accetterò il termo-falò!
Mc72
28 gen 2008 - 14:34 - #4Non ne vedo un reale bisogno a meno che non vi sia un serio intento nello sviluppo del teleriscaldamento ed ad oggi con un solo sito a Nordovest (Figino) é difficile l’estensione a gran parte della città..in ogni caso in non ne vedo il bisogno in quando secondo me lo smaltimento dei rifiuti dovrebbe avvenire secondo questi steps:
1) produrne meno!
2) raccolta differenziata (solo l’umido costituisce ca. il 30% dei rifiuti)
3) termovalorizzazione
4) discarica per smaltire residui derivanti dalla termovalorizzazione..
Quindi solo la reintroduzione a Milano della raccolta dell’umido (nella mia zona si faceva) farebbe già barcollare la costruzione del 2°termovalorizzatore…ma é indubbio che il business é immenso.
Oscar Luigi Ilario Ceglia
28 gen 2008 - 15:02 - #5Riporto la discussione avviata nella “Linea Diretta con il Consiglio di Zona 5″ ( http://www.partecipami.it/consigliozona5 ) di www.partecipaMi.it:
http://www.partecipami.it/?q=node/3994&single=1
“Termovalorizzatore e new Chinatown: il futuro che ci aspetta…”
Inserito da Piermario Sarina il 26 Gen 2008
Ipotesi termovalorizzatore ed ipotesi nuova Chinatown in zona 5: rispettivamente nei pressi di Nosedo ed in Via dei Missaglia/Via Selvanesco.
Qualcuno ritiene che questo debba essere il futuro che attende la Zona 5 la quale, evidentemente, dovrebbe porsi al servizio del resto della città senza nulla ottenere in cambio. O no?
Cosa ne pensate?
Mc72
28 gen 2008 - 15:31 - #6In linea di massima sono contrario ad un secondo forno…probabilmente la zona scelta lo é per motivi strettamente logistici in quanto, se non erro lo vogliono costruire vicino al depuratore (i fanghi residui devono venire eliminati) in merito a Chinatown ero rimasto ad Arese…mi domando perché non creare un zona, che ne so, all’interno dell’ortomercato oppure perché non si é previsto nessuno spazio con tutti gli ettari di aree dismesse che so sono liberate a Milano…a mio modesto parere manca in toto una pianificazione urbanistica..lo stesso vale per tutti i nuovi quartieri che nascono (centinaia di app.ti) senza un minimo di linee di mezzi pubblici..senza pensare poi che quella gente si dovrà spostare e lo dovrà fare… in auto!
Proust
28 gen 2008 - 15:53 - #7ma poi la smettano di raccontarci balle con la storia del “bruciando si fa energia”…
Il Silla 2 tanto decantato termovalorizzatore di Brescia produce 74 MW (settantaquattro), la centrale a turbogas a ciclo combinato dell’AEM di Cassano D’Adda ne produce 1000 (mille!) a un terzo del costo e un decimo delle emissioni.
markk0
28 gen 2008 - 17:12 - #8Via, tutti a fare le barricate in strada, come fanno i Napuli…
ema83
28 gen 2008 - 17:22 - #9se invece di spendere tutti questi soldi per questo termovalorizzatore, la provincia darebbe degli incentivi per l’installazione di trita rifiuti nelle proprie case, non sarebbe una brutta idea? con questa mossa si diminuirebbero del 70% i rifiuti. questo significa meno traffico su strada dei camion dell’immondizia, meno inquinamento.
Patogoal
28 gen 2008 - 18:56 - #10@Ema83: apparte il fatto che si dice “desse incentivi” tritare i rifiuti non li fa magicamente sparire, ma li manda nelle fogne e dalle fogne nel depuratore ed infine diventano fanghi reflui da termovalorizzare..
La raccolta differenziata dell’ umido, che a Milano viene fatta meccanicamente, e quindi non nelle nostre case, non è la soluzione perchè è proprio l’umido che viene termovalorizzato. L’unica soluzione è quindi la riduzione dei rifiuti, il recupero e riciclo di quanti più possibili e la termovalorizzazione della frazione residua (ovviamente con i metodi + moderni e meno inquinanti.
Patogoal
28 gen 2008 - 18:59 - #11Comunque anche se nel termovalorizzatore di Brescia, che non è il Silla2 in quanto quello sta a Milano, si producono solo 74 MW bisogna pensare che: 1- i rifiuti andrebbero trattati e quindi richiederebbero l’uso di energia e la loro putrefazione provocherebbe una grande emissione di GHG. 2- sostituiscono gas o carbone importato dall’estero. 3- grazie al teleriscaldamento sono state eliminate migliaia di caldaie spesso mal controllate che rilasciavano capillarmente inquinanti in tutta la città.
ema83
28 gen 2008 - 19:08 - #12@Patogoal: grazie per avermi chiarito le idee e per la correzione grammaticale.
Proust
28 gen 2008 - 19:19 - #13Patogoal:
son d’accordo col tritarifiuti che non è la soluzione, tuttavia ti devo correggere sull’umido.
ammesso che nel termovalorizzatore finisca solo ciò per cui è stato predisposto, questo è composto da diverse cose (rifiuti secchi e umidi), mentre il rifiuto secco ha una reazione esotermica cioè rilascia energia, quello umido fa l’opposto, per bruciarlo devi fornire energia (esempio terra terra: se butti un buccia di banana nel camino, brucia perchè sta bruciando la legna, ma non potrai mai fare un falò di sole bucce di banana…)
Tornando all’umido: non è un costo, ma una risorsa, esistono aziende che farebbero carte false per poter costruire un impianto di compostaggio al posto del termovalorizzatore in quanto il compost ha un mercato crescente ed è ben più remunerativo dell’elettricità che esce dal termovalorizzatore.
come ha scritto Mc72 al #4 la scaletta ideale parte dalla riduzione e dal “riuso”, cosa che non viene fatta come scelta politica perchè dietro ai termovalorizzatori c’è un giro di soldi impressionante che va a braccetto con il volume di roba che bruci.
- perchè dobbiamo ancora pagare la tassa sui rifiuti in base ai metri quadri di casa e non al volume/peso di rifiuti prodotto?
- perchè non viene fatta una politica per incentivare la diffusione dei prodotti “alla spina” (dal latte al detersivo etc.)?
- perchè l’umido non viene raccolto?
- perchè non costringono le aziende a limitare gli imballaggi inutili?
non è fantascienza, nei paesi “normali” son tutte cose che funzionano da 20 anni…
BORAT
28 gen 2008 - 20:10 - #14Proust, perché la raccolta dell’umido si faceva ed ora non si fa più? Perché tu possa urlare al complotto per fine d’interesse economico? Suvvia, siamo seri, basta complotti, la raccolta si è smesso di farla per la bananalissima ragione che non tutti volevano farla. Cioè non siamo mica in 4 gatti, siamo un fottio di milanesi e dico milanesi perché poi nei paesini la raccolta dell’umido la si fa, orpo se la si fa! E nei paesini della Brianza non mi stupisco ci si riesca, ma già a Milano se tu come me andassi un po’ a sbirciare nel pattume altrui vedresti che “meraviglia”… C’è gente che si comporta bene, ma anche gente che fa il peggio. E se su carta, vetro, metallo gli errori degli incivili si possono correggere, nell’umido no. O umidi bene o rovini il lavoro di tutti.
Tu dici mettiamo le multe (che già ci sono) ma poi si tratta di controllare casa per casa sacchetto per sacchetto giorno per giorno… un po’ troppo per non portare il costo della spazzatura a livello dell’oro.
Ahimé, bisogna aver pazienza, la gente deve fare allenamento, abituarsi, imparare l’organizzazione, la precisione. Mica siamo tutti al livello dei tedeschi o succubi come gli svizzeri!
Nicola Ottomano
28 gen 2008 - 21:05 - #15Ecco un volantino dei Grilli Altoparlanti di Milano che andrebbe fatto girare:
http://www.grillialtoparlanti.it/Public/data/Tommaso%20Zampagni/2008127125450_volantino.pdf
Nicola
Patogoal
28 gen 2008 - 21:31 - #16Non vorrei che qualcuno avesse pensato che sono contro la raccolta differenziata, in quanto anche nei miei post ho scritto che la cosa + importante è la riduzione e il riuso e riciclaggio dei rifiuti..
Comunque ripeto che non è vero che a Milano non si fa la differenziata dell’umido, si fa ma meccanicamente.
Mc72
29 gen 2008 - 08:50 - #17Quando dalla mia zona hanno abolito la raccolta dell’umido, l’AMSA ha dato come giustificazione la scarsa qualità che si otteneva dal compost.
Attualmente so solo che la raccolta dell’umido é concentrata per le cosidette grandi utenze (ospedali e ristorazione).
Sarebbe interessante che l’AMSA organizzi con più frequenza le classiche giornate “porte aperte” affinché la gente prenda visione e si accerti di come funziona il sistema.
skyworker
29 gen 2008 - 09:54 - #18quel “termovalorizzatore” della foto lo vedo quando apro le finestre la mattina per cambiare l’aria…
quanti ce ne sono in provincia? tre? quattro?
la loro unica utilità è quella di dare soldi attraverso gli appalti.
l’unica soluzione ai rifiuti è la raccolta differenziata.
giacomo primo
29 gen 2008 - 11:19 - #19l’umido differenziato meccanicamente è di scarsa qualità e quindi viene pagato poco, molto meglio porta a porta. Però solo con sanzioni altissime, altrimenti torna tutto come prima.
i rifiuti indifferenziati (o quelli che andrebbero differenziati ma vengon comunque buttati nel secco) non sostituiscono gas carbone o petrolio se non in minima parte, quindi questa illusione dell’indipendenza dal gas russo o altri combustibili per merito di qualche tonnellata di spazzatura te la sogni.
Mc72
29 gen 2008 - 14:15 - #20mi riaggancio al commento #19 di giacomo primo…
In merito alle multe…mi ricordo che quando era stato introdotta la raccolta dell’umido l’addetto verificava velocemente il sacchetto (trasparente) e se vedeva cose non “gradite” appiccicava un adesivo rosso, faceva un bel verbalino al condominio ed il sacco veniva ritirato dal passaggio del camion successivo destinato alla raccolta dei sacchi neri…perché non si è continuato su questa strada? In quel periodo mi ricordo che i sacchi neri erano in proporzione molto pochi ed a volte rinunciavami ad esporli saltando cosi il giorno del ritiro…tutto questo a dimostrazione del fatto che con un’po più d’impegno si potrebbe raggiungere benissimo il 50-60% di differenziato che per una grossa città é un ottimo risultato.
giacomo primo
29 gen 2008 - 18:38 - #21teleriscaldamento: eliminare le caldaie a carbone (ne esistono ancora?), eliminare quelle a gasolio, passaggio a caldaie a gas a condensazione, più uso obbligatorio di pannelli radianti in tutte le case in costruzione.
riduzione dei rifiuti: sarebbe interessante se 02blog stilasse una guida a tutti gli esercizi commerciali che propongono sistemi “alla spina”. Per il latte esiste già milkmaps (sono inseriti anche quelli dove lo vendono già confezionato, inutile dire quanto questo non serve alla riduzione dei rifiuti), per i detersivi alla spina a milano non ho visto nulla. Qui ho trovato due indirizzi più due in provincia, però ci sono mai stato. Esperienze?
Inoltre bisogna lamentarsi con i centri commerciali perchè adottino questi sistemi, in Piemonte per esempio appoggiati dalla regione, i supermercati attrezzati sono a decine, perchè non dovrebbe funzionare pure in lombardia e a milano?
pacuvio
30 gen 2008 - 10:43 - #22con un po’ di tritolo vi sistemo il futuro termoinquinatore…