Bike sharing Milano: le nuove stazioni in periferia

Romolo, Amendola, Gioia e altri punti meno centrali verranno serviti grazie alle bici del centro non utilizzate.

Da tempo il Comune ha in mente di ampliare la parte di città coperta dalle stazioni del bike sharing, che nei primi due anni di sperimentazione si sono concentrate per la maggior parte nel centro città. Si pensava semplicemente di continuare a creare nuove stazioni in zone più periferiche (come fatto a febbraio di quest'anno), ma il buco nel bilancio costringe Palazzo Marino a cercare nuove soluzioni.

Una soluzione che rispetti il piano di ampliamento e sia allo stesso tempo a costo zero. Come si fa? Semplice, si spostano le stazioni centrali meno utilizzate in periferia, come ha spiegato a Repubblica l'assessore alla Mobilità Maran: "A due dalla sua nascita possiamo fare una valutazione corretta delle localizzazioni non idonee e quindi eliminarle".

I primi cinque trasferimenti si proverà a portarli a termine entro l'estate: la stazione Castello Acquario Civico si sposterà tra via Sardegna e piazza Sicilia. Quella della Statale di largo Richini cambia università e andrà a finire a Romolo, davanti allo Iulm. Quella dei Bastioni di Porta Venezia passa in piazza De Angeli, quella di Palestro 2 andrà tra via Goia e via Carissimi e quella di viale Gadio/Paleocapa andrà a finire alla metro di Amendola Fiera.

Per ora cinque spostamenti, quindi, ma al termine dei lavori dovrebbero essere almeno una quindicina le stazioni che finiranno più o meno ad altezza circonvallazione. Dove si spera che le bici del Comune trovino nuova vita, visto che - a fronte di stazioni super sfruttate come quella di Cadorna o Moscova (58mila e 25mila prelievi) - i punti per esempio di Porta Venezia e largo Richini vengono utilizzate tra le 3 e le 5mila volte l'anno, troppo poco per giustificare i 30mila annui di gestione.

Foto | Flickr, ervortice

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