L'Ospedale San Raffaele occupato: il presidio dopo le prime lettere di licenziamento

Le prime lettere di licenziamento fanno scattare la protesta. La tensione continua a salire.

Ieri sono arrivare le prime lettere di licenziamento da parte dell'Ospedale San Raffaele di Milano e subito sono partite le proteste e l'occupazione della sala di accettazione. Le cinque lettere di licenziamento sono solo le prime, se ne attendono altre 50 nei prossimi giorni per poi arrivare col passare delle settimane alle 250 totali che l'ospedale ha stimato necessario per il piano di tagli stabiliti dalla proprietà. Il licenziamento è fulmineo: quando il lavoratore riceve la notifica di licenziamento, deve riconsegnare il badge e andare a casa. Una situazione considerata inaccettabile.

Oggi una quindicina di dipendenti sono saliti sul tetto (due dei quali hanno ricevuto la fatidica lettera) e i tre contusi per gli scontri con la polizia sono stati portati al pronto soccorso. Al momento l'accettazione è funzionante e presidiata dalle forze dell'ordine, ma la tensione non è ancora scemata.

"Tenteremo ancora di entrare e occupare l'accettazione, con una forma diversa, se ci riusciamo, anche se la polizia rimarrà a presidiare probabilmente fino alla chiusura dell'accettazione", spiega Daniela Rottoli della coordinamento Rsu del San Raffaele.

Fuori dall'accettazione ci sono un centinaio di lavoratori a protestare. Non molti, anche perché - spiegano i sindacalisti - visto che la maggior parte delle lettere devono ancora arrivare, in molti non se la sentono di rischiare. Ma c'è qualche speranza di risolvere la situazione in modo diverso? "La proprietà del San Raffaele apra urgentemente il confronto per evitare che la tensione salga. Chiediamo altresì alla Regione di intervenire per favorire l'apertura del tavolo", a metà strada tra minaccia e speranza le parole di Graziano Gorla, segretario generale Cgil Milano.

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