Soldi ai Rom e Domeniche a Piedi: Pisapia spiega le sue ragioni

No al referendum sul blocco del traffico perché "era nel programma che i cittadini hanno scelto" ed ennesima precisazione sulla bufala dei 30mila euro alle famiglie rom.


Circa dieci giorni fa si è fatto un gran parlare della proposta di un referendum sulle domeniche a piedi che consentisse ai milanesi di esprimersi sulla questione. Il silenzio di Pisapia aveva fatto subito comprendere come il sindaco non vedesse di buon occhio l'idea, a cui ha comunque risposto tirando fuori i dati di un sondaggio commissionato a Emg che "dimostra" come ai milanesi il blocco del traffico piaccia.

Insomma, un sondaggio che sostituisce l'ipotesi di un referendum non è un granché. Ma almeno Giuliano Pisapia ha deciso di spiegare le ragioni della sua contrarietà alla consultazione sulle domeniche a piedi. Lo ha fatto in un'intervista a Telenova.

"Il referendum è già stato fatto nel 2011 e riguardava una nuova visione di Milano. Le domeniche a spasso erano nel programma elettorale e i cittadini hanno scelto me. Il referendum si fa per una cosa che ha un'importanza determinante per la città"

Una visione un po' dispotica, ma comprensibile. Quanto meno il ragionamento non fa una grinza: il blocco era nel programma, e quel programma l'hanno votato la maggioranza dei milanesi. E se adesso in tanti avessero cambiato idea? O se avessero votato Pisapia pur non condividendo quel punto? Poco importa, perché il sindaco è convinto della bontà della sua scelta e di come possa essere uno dei punti forti - assieme per esempio al bike sharing voluto dalla Moratti - di una nuova visione della città.

Nell'intervista Pisapia è tornato anche sul caso Rom e sulla bufala dei 30mila euro alle famiglie di nomadi.

"Il Consiglio di Stato ha cancellato la normativa che dava al prefetto il compito gestire la somma destinata dal governo Berlusconi per l'emergenza rom. Questi soldi, 5 milioni di euro dello Stato, erano bloccati. Allora mi sono attivato per sbloccarli e utilizzarli per ciò a cui erano destinati. L'obiettivo è chiudere i campi rom e lanciare un programma di inserimento sociale e lavorativo".

Un piano che prevede un nuovo centro temporaneo e 20 case mobili, in cui potranno sostare quei rom che accetteranno il programma di reinserimento sociale. Tutta la questione è riassunta qui.

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