MiArt. Un 2008 ambizioso sul fronte artistico

Torna la la Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, la MiArt, dal 4 al 7 aprile, nei padiglioni del Portello. La passata edizione fu un successo per molti aspetti inaspettato: superò i 37mila spettatori e i 12mila metri quadri di superficie per oltre duecento espositori. Ieri alla conferenza stampa il funambolico assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi ha dichiarato che la manifestazione "cade in un momento favorevole". In contemporanea la città sarà animata da una serie di mostre di fotografia e pittura di prestigio internazionale: le esposizioni dedicate a Balla, Canova, Bacon e agli scandalosi Joel Peter Witkin e Jan Saudek che avevano suscitato perplessità e dietro front, poi fortunatamente smentiti.

Gli intenti sono ambiziosi. Per questa edizione di MiArt si è voluto spingere l'acceleratore sul carattere sperimentale delle proposte e su un respiro decisamente internazionale. E per attirare il maggior numero di appassionati Sgarbi ha in mente un'apertura straordinaria dei musei e delle gallerie cittadine, una sorta di notte bianca dell'arte. Questo ancora in linea teorica, come l'idea di far diventare il MiArt la vetrina durante la quale il Comune presenterà ufficialmente il progetto del nuovo Museo di Arte Contemporanea, di cui Sgarbi discuterà i dettagli con il celebre architetto Daniel Libeskind tra poche settimane.

I tre moschettieri dell'arte meneghina, Sgarbi, Massimo Vitta Zelman (editore della casa editrice Skira) e Sandro Bicocchi (presidente di Fiera Milano) si schierano dunque per far diventare Milano fulcro artistico ed espositivo internazionale. I buoni propositi ci sono, le idee anche. In attesa di un progetto articolato che magari coinvolga anche le piccole realtà, come le gallerie d'arte che a Milano sono più di 120.

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