Incidente di Porta Vittoria: chi era Marco Trabucchi

Nei momenti successivi all’incidente aveva detto di essere un agente di commercio; Marco Trabucchi, il trentottenne alla guida del Porsche Cayenne che si suppone abbia causato l’incidente in Porta Vittoria, però, non era esattamente un rappresentante di piastrelle – con tutto il rispetto per la categoria, ci mancherebbe – bensì un rappresentante di calciatori.

In particolare, di giocatori provenienti dall’est europeo, nella fattispecie dalla Russia. Marco Trabucchi era molto ben inserito in quella “Milano che conta” pallonara, trasversale tra la sponda nerazzurra e quella rossonera, che si trovava la sera in certi ristoranti, che frequentava certi ambienti, che guidava certe macchine. Nella foto qui sopra, è il terzo da sinistra. In fianco ad Andrei Shevchenko.

Pierre Bourdieu, un sociologo francese che ha studiato ne “La Distinzione” come i ceti superiori si differenzino da quelli inferiori in base ai consumi, sbaverebbe. Trabucchi era uno che contava, e non faceva chiaramente nulla per nasconderlo. La società per la quale lavorava si chiamava Sportconsul, e aveva sede in Svizzera, dove lo stesso Trabucchi risiedeva, ed ecco spiegato l’equivoco delle prime ore sulla nazionalità.

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