Giulio Andreotti, il Consiglio Regionale lo ricorda (senza Umberto Ambrosoli)

Umberto, figlio dell' 'eroe borghese' ucciso nel 1979, ha abbandonato l'aula

Non era presente nell'aula del Consiglio Regionale Umberto Ambrosoli, che oltre ad essere capo dell'opposizione è il figlio di quel Giorgio ucciso l'11 luglio 1979 a Milano da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, durante il ricordo di Giulio Andreotti.

Ambrosoli ha spiegato le ragioni del suo gesto - fonte Repubblica -:


"E'comprensibile che in occasione della morte di una persona che ha ricoperto ruoli di primo piano le istituzioni lo commemorino, ma le istituzioni sono fatte di persone ed è legittimo che ognuno faccia i conti con il significato delle storie personali. Ci sono lati oscuri della sua vita, verso i quali ciascuno ha sensibilità diverse. Questi elementi contano anche nel momento del ricordo, che deve essere senza polemiche né contrasti"

Proprio di suo padre Andreotti aveva parlato nel 2010, durante una puntata di La Storia siamo noi. Aveva detto:

"Io non voglio sostituirmi né alla polizia né ai giudici. Certo era una persona che in termine romanesco direi se l'andava cercando"

Dopo le numerose polemiche, il senatore a vita aveva precisato:

"Intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto con il difficile incarico assunto"

Roberto Maroni ha commentato così la decisione di Ambrosoli:

"Non è stato un gesto elegante nei confronti di un politico che ha segnato la storia d'Italia"

Intanto anche durante il minuto di silenzio per Andreotti in Consiglio Comunale due consiglieri del Pd (David Gentili e Ruggero Gabbai) sono usciti dall'aula.

Giulio Andreotti è morto: i commenti del mondo della politica (e non solo)

La notizia della morte di Giulio Andreotti ha fatto subito il giro della rete, oltre che del mondo intero. Il senatore a vita, che nel corso della sua lunghissima carriera politica - aveva iniziato al seguito di Alcide De Gasperi, è scomparso infatti poche ore fa, a 94 anni, nella sua casa romana.

Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà ha subito inviato un messaggio di cordoglio alla famiglia:

"Ho appreso, con profondo dolore, la notizia della morte di Giulio Andreotti. Ci lascia uno dei protagonisti assoluti della scena politica italiana. Grazie alla sua intelligenza, il senatore a vita ha vissuto da protagonista tutte le principali fasi della storia recente del nostro Paese. Fino a quando le forze gliel’hanno consentito, ha continuato a mettere a disposizione dei cittadini la lunga esperienza maturata come presidente del Consiglio dei ministri. Desidero esprimere il mio più sentito cordiglio alla famiglia Andreotti e, in particolare, alla signora Livia, compagna di una vita"

Giulio Cavalli invece, scrittore ed ex consigliere regionale Sel, ha pubblicato un post molto critico sul suo blog - ad Andreotti Cavalli ha dedicato il suo spettacolo, e libro, "L'innocenza di Giulio"-:


E’ morto un amico dei mafiosi fino alla primavera del 1980 come accertato nelle carte giudiziarie. Poi dicono che è guarito. Come un raffreddore. E alcuni ci hanno creduto, altri hanno pregato per lui e qualcuno ha messo a disposizione il proprio studio televisivo per farne il suo bidet. E’ morto uno di quegli amici dei mafiosi che si meriterebbe un funerale dove i partecipanti siano filmati e schedati e invece ci saranno tutte le alte cariche di questo Governo che nasce con quel grigio di mezzo fetido e cinico come piaceva a lui.

Ulteriori aggiornamenti non appena gli altri esponenti del mondo politico lombardo commenteranno la notizia.

Foto | Getty Images

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