Expo 2015: i lavori da fare e la tabella di marcia

Con le leggi speciali e la creazione del supercommissario si dovrebbe riuscire a recupera il tempo perduto. Ma le prime scadenze incombono.

Per il momento tutte le immagini dedicate all'Expo 2015 sono sotto forma di render. Ma prima o poi il virtuale dovrà trasformarsi in reale, e le scadenza incombono. I lavori per le infrastrutture più o meno collegate all'esposizione universale hanno tutti ritardi preoccupanti, ma anche le varie costruzioni, i padiglioni di tutti i paesi, le cittadelle ecc. ecc. non sono messe molto bene. E la consegna finale dovrà per forza avvenire entro febbraio 2015, cioè due mesi prima dell'apertura dell'Expo. Riuscirà il supercommissario Sala nell'impresa?

C'è però una data X molto più ravvicinata: dicembre 2013. Quando la società di gestione dovrà consegnare ai paesi partecipanti i lotti di terra a loro assegnati nel vialone di Rho-Pero destinato all'esposizione. Un milione di metri quadri che si trasformerà in un enorme cantiere in cui lavoreranno almeno 800 persone. Non basta però assegnare gli spazi per risolvere l'intrico: bisogna prima attrezzare l'area con una rete immensa di cavi e allacciamenti che avranno il compito di tirare su tutti i padiglioni.

Ancora prima dovranno partire i lavori per la costruzione dell'Expo Centre (il palco in cui si terranno gli spettacoli principali), il padiglione Italia e il teatro all'aperto. Solo sette mesi di tempo per creare le basi necessarie per evitare il flop; e proprio perché il tempo a disposizione è poco si è voluto creare la figura del supercommissario, che avrà i poteri per evitare gli inghippi che sempre insorgono (e con tutti i rischi che la fretta comporta, nonostante le rassicurazioni arrivate dal premier Letta).

A far venire i brividi sono soprattutto i lavori che dovranno essere conclusi entro febbraio 2015. Per esempio quelli per la cittadella tecnologica, che per il momento è solo una distesa di terra in cui lavorano 350 persone. Numero che salirà drasticamente fino a raggiungere le 2.500 unità nell'estate 2014, con lavori non stop dalle 7 alle 22 per recuperare il tempo perduto a causa degli endemici ritardi ma anche del maltempo.

I lavori in corso, comunque, sono impressionanti. Scrive La Repubblica:

Finora, la maggior parte delle attività è servita a ripulire il milione di metri quadri da tutti gli ostacoli: è stata abbattuta una stazione elettrica che verrà inaugurata poco distante da lì, a un chilometro dal carcere di Bollate, sono stati deviati tre torrenti. Da qualche giorno, si è partiti con gli scavi del canale che dovrà circondare tutta l'area. Una trivella, in grado di arrivare a 15 metri di profondità e gettare calcestruzzo, sta realizzando pali che serviranno per montare le tende che, durante i sei mesi dell'evento, proteggeranno i visitatori dal sole e dalla pioggia.

Ma in che modo i poteri di Sala accelereranno i lavori? Velocizzando le procedure per i bandi (come quello per la passerella che collegherà i vari padiglioni alla Fiera) si dovrebbero guadagnare due mesi; la legge speciale permetterà di considerare temporanei i padiglioni (che per la legge non lo sarebbero, visto che superano il limite temporale previsto) accorciando così le lungaggini burocratiche e in più si potranno bloccare eventuali ricorsi. I punti di svolta sono due: dicembre 2013 e la primavera 2014. Se si riuscirà ad arrivare puntuali a quelle date, si potrà iniziare a tirare qualche sospiro di sollievo.

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