Statale di Milano, il rettore Vago: "Gli ex Cuem sono estremisti"

"Ho provato a dialogare, ma mi hanno risposto che il loro modello di università è antagonista e clandestino"

Dopo la carica della polizia agli studenti occupanti della ex Cuem, e tutte le polemiche che ne sono seguite, il rettore dell'Università Statale di Milano Luca Vago è stato nel centro del mirino. La decisione di chiamare la polizia all'interno di un luogo in cui la presenza delle forze dell'ordine non è prevista (a meno che, appunto, non sia esplicitamente richiesta dal rettore) è stata estremamente e giustamente criticata. Anche se, va detto, la "maggioranza silenziosa" degli studenti ha iniziato a far sentire la sua voce, in larga parte molto critica nei confronti degli occupanti della ex Cuem.

Sulla questione è tornato proprio oggi il rettore Vago in un'intervista su Repubblica, in cui spiega la sua versione dei fatti:

Ho provato per sei mesi di fila a dialogare, lo ho anche incontrati e ho detto loro qual era la mia intenzione: mettere a disposizione gli spazi per attività studentesche chiedendo loro di rientrare in uno schema di regole minime, di compatibilità con il sistema civile. Si tratta di organizzarsi in un'associazione, ma mi hanno detto di non poter accettare perché il loro modello di università è antagonista e clandestino. Ma quello non è il mio modello.

Se le cose stanno così, si capisce la ribellione ai ribelli. Visto che non si tratterebbe di un gruppo pacifico che cerca di fare cultura alternativa, ma di un gruppo che vede la propria ragion d'essere solo nella protesta. Ma all'interno di una università pubblica la cosa non ha molto senso. E l'intervento della polizia?

In condizioni normali, non di emergenza, noi faremo di tutto per trovare delle soluzioni non invasive, perché nessuno ha il piacere di far venire la polizia negli spazi universitari. Vorrei che fosse chiaro: non è che mi diverto a chiamare il questore e chiedere di intervenire, ma io devo difendere le mie persone.

Ora la ex Cuem è stata rioccupata, e il gruppo ha chiesto un incontro. Che farà il rettore?

Bisogna prima di tutto capire quali di questi sono studenti. Poi deciderò, se, come e quando incontrarli. Oggi, poi, ho sentito degli interventi della nostra rappresentanza studentesca e sono stati straordinari. Io ho loro come miei riferimenti.

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