Matrimoni gay: a Milano un altro importante passo avanti

La civil partnership di una coppia milanese contratta a Londra viene riconosciuta dal Comune.

Dopo l'approvazione del registro delle unioni civili nel luglio dello scorso anno, Milano compie un altro importante passo avanti per porsi come "testa d'ariete" che faccia passare anche a livello nazionale una qualche forma di riconoscimento delle unioni omosessuali. La storia è questa: una coppia milanese ha contratto una civil partnership a Londra, nel 2010. Un vincolo non equiparato al matrimonio, ma che permette l'adozione e riconosce i diritti in materia di pensione ed eredità.

Dopo essere passati dal Tribunale Civile, Cristian e Federico - 39 e 31 anni - hanno visto la loro unione trascritta nel registro milanese. Palazzo Marino ha quindi deciso di fare quanto lo stato ha finora rifiutato: riconoscere il vincolo, ufficializzato all'estero, a livello giuridico.

Questo, però, non significa che in Italia la coppia avrà gli stessi diritti che avrebbe in Inghilterra. Non c'è, insomma, un riconoscimento automatico, e la loro unione - come tutte quelle nel registro comunale - potrà equipararli alle coppie sposate solo per quanto riguarda le graduatorie dei servizi comunali.

Il passo è comunque importantissimo. La ragione la spiega Marilisa D'Amico - consigliere comunale del Pd e avvocato della coppia - a Repubblica: "Se decidessimo di chiedere il riconoscimento di precisi diritti che, oggi, in Italia valgono solo per le coppie sposate ed eterosessuali, potremmo mettere sul tavolo, come precedente che faccia giurisprudenza, proprio quella trascrizione accolta dal Tribunale di Milano".

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