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Milano, l'odissea della pillola del giorno dopo

Pubblicato: 20 mar 2008 da Alessandro Condina

Commenti dei lettori

La pillola del giorno dopo? Scordatevela, se siete a Milano, di notte e avete bisogno di una prescrizione d’urgenza. Molti lo sapevano già per esperienza personale, ma per chi avesse ancora dubbi ecco la veloce inchiesta di Gian Marco Alari e Michela Dell’Amico che per il Corriere.it sono andati in giro nei principali ospedali cittadini, a chiedere una ricetta.

Bene: dappertutto è un fiorire di obiettori di coscienza, che si rifiutano di prescrivere il farmaco. Non si capisce bene, però, che cosa obiettino, visto che la pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo, ma un anticoncezionale che impedisce l’avvio della gravidanza. L’obiezione di coscienza, invece, in Italia è ammessa solo per l’interruzione volontaria di gravidanza, cioè l’aborto vero e proprio.

Alla fine i due cronisti trovano qualcuno che prescrive la pillola, al Niguarda, ma prima di rilasciare la desiderata ricetta il medico spiega che il farmaco può essere “mortale”. Peccato che subito dopo il farmacologo Garattini spieghi che ci sono, come per tutti i farmaci, effetti collaterali a che non si può parlare di pericolo di vita.

Ovviamente le donne che non riescono a usare la pillola del giorno dopo, alla fine sono indotte ad abortire. Bel risultato per i medici “obiettori”.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Cat

    Cat

    20 mar 2008 - 13:54 - #1
    4 punti
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    Obiettori di coscienza nel senso che preferiscono non averla una coscienza. Farabutti.

  • Profilo di Lapo

    Lapo

    20 mar 2008 - 14:14 - #2
    6 punti
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    i compari del presidente della nostra regione sono stati distribuiti bene in modo da far si che in Lombardia ci sia una legge che non piace a loro, che non viene applicata

  • Profilo di italianomedio

    italianomedio

    20 mar 2008 - 14:38 - #3
    2 punti
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    Sull’ingerenza di CL nella sanità lombarda si era già parlato nel tema degli aborti con la 194, in effetti il problema esiste, al di là delle idee personali sull’aborto o controllo delle nascite.

  • Fievel1982

    20 mar 2008 - 16:08 - #4
    3 punti
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    Non trovo giusto che per un evento così importante/influente per la vita di una persona quale la nascita di un bambino io debba essere assoggettato all’opinione di un terzo soggetto. Educatemi e rendetemi consapevole del gesto che sto facendo, ma lasciatemi la libertà di poter scegliere per il mio ed il futuro di un eventuale figlio.

  • Profilo di Orzowei

    Orzowei

    20 mar 2008 - 17:24 - #5
    2 punti
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    Che palle questi seguaci di Ferrara & C.
    Mi domando dove sono finite le femministe…

  • Profilo di AngeloUni

    AngeloUni

    20 mar 2008 - 20:45 - #6
    1 punto
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    ma spiegatemi una cosa.. l’obiezione di coscienza non può valere su qualunque cosa ad opinione appunto di chi vuole obiettare.. cioè.. un conto è l’obiezione un conto è il sopruso..vale a dire qualcosa che va anche contro la legge… qualche associazione di consumatori da cui far partire una bella denuncia? non è una strada praticabile secondo voi? attendo opinioni :)

  • Profilo di AngeloUni

    AngeloUni

    20 mar 2008 - 20:45 - #7
    1 punto
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    ma spiegatemi una cosa.. l’obiezione di coscienza non può valere su qualunque cosa ad opinione appunto di chi vuole obiettare.. cioè.. un conto è l’obiezione un conto è il sopruso..vale a dire qualcosa che va anche contro la legge… qualche associazione di consumatori da cui far partire una bella denuncia? non è una strada praticabile secondo voi? attendo opinioni :)

  • Alex80

    20 mar 2008 - 21:07 - #8
    0 punti
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    Aborto garantito, sicuro e legale: lo chiede il Consiglio d’Europa:

    http://www.uaar.it/news/2008/03/19/aborto-garantito-sicuro-legale-chiede-consiglio-europa/

  • Gattopazzo

    21 mar 2008 - 10:16 - #9
    1 punto
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    Secondo coscienza io non intendo pagare lo stipendio a questi “signori”..

  • Contra

    23 mar 2008 - 03:25 - #10
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    La pillola del giorno dopo non è un mero contraccettivo perché nel caso in cui l’embrione si sia già formato
    (quindi dopo il concepimento) agisce evitandone l’impianto e quindi provocandone la morte.

    L’obiezione di coscienza infatti non è nata perché qualcuno è contrario a interrompere una gravidanza, ma perché interrompendo una gravidanza precocemente muore il feto o l’embrione. Quindi il problema è la vita dell’embrione.

    Prescrivendo quella pillola il medico di fatto rischia di essere responsabile della morte dell’embrione già formato ma non ancora impiantato, quindi l’obiezione è giusta.

    Paradossalmente nel 1978 la 194 avrebbe tutelato i medici che oggi obiettano, perché allora per gravidanza si intendeva il periodo che trascorre tra il concepimento e il parto.

    Nel 1985 però l’OMS ha modificato quella definizione, arbitrariamente (tant’è vero che la vecchia definizione è ancora sulla maggior parte dei testi scientifici e sulle enciclopedie mediche, perché ritenuta più corretta) e ha stabilito che la gravidanza comincia con l’annidamento dell’embrione nella parete uterina. Così abbiamo un embrione, cioè una vita umana, che per 5 o 6 giorni non è tutelato dalle leggi sull’aborto perché non essendosi annidato la gravidanza non è ancora tecnicamente iniziata.

    Questo consente di considrare come contraccettivi anche dei dispositivi che uccidono l’embrione, come la spirale e la pillola del giorno dopo.

    Ma l’obiezione di coscienza è nata per evitare che un medico sia costretto a uccidere una vita umana.

    Quindi le vendano senza obbligo di ricetta, come nel resto d’Europa, così ognuno sarà libero di uccidere i suoi figli senza mettere in mezzo i medici.

  • cristianal

    30 mar 2008 - 15:00 - #11
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    sono un medico ospedaliero e vorrei fare un paio di domande ad un utenza sempre piu’ esigente: in primo luogo se la contraccezione post coitale puo’ essere assunta entro 72 ore perche’ avere l’esigenza di risolvere il problema entro breve tempo tanto da richederla di notte in pronto soccorso, in secundo: perche’ non rivolgersi allora a qualsiasi medico, compreso quello di famiglia dato che non bisogna essere specialitsti per prescriverla?