A Milano il primato di conti off shore. Sui 390 indagati sui conti nel principato del Liechtenstein (qui la notizia Ansa), oltre 100 sono a Milano, seguono Roma (con circa 60), Bolzano (40) e Firenze (20). Forse si è sparsa la voce, creando quell’effetto dirompente chiamato passaparola. Tra i reati ipotizzati ci sono la infedele e la omessa dichiarazione dei redditi.
Le somme depositate variano da un minimo di 200mila euro ad un massimo di 400 milioni di euro. Comunque alla base di tutto bisogna sapere che il segreto bancario del Principato del Liechtenstein è per legge assoluto. Il piccolo paese è considerato al riguardo l’ultimo vero bastione del segreto bancario. Sulla costituzione di società offshore nel Liechtenstein, banche, compagnie Assicurative e fondi di Investimento potete trovare molte notizie interessanti qui.
asdrubale
26 mar 2008 - 18:47 - #1Milano furbona batte Roma ladrona…
E l’Italia va sempre + giù…
asdrubale
26 mar 2008 - 18:48 - #2Milano furbona batte Roma ladrona…
E l’Italia va sempre + giù…
italianomedio
26 mar 2008 - 19:16 - #3notizia AMSA ;) cos’è già un pesce d’aprile?
MeccaPerro
26 mar 2008 - 19:44 - #4quali capitali evasi??
si dica sottratti alla mafia di estorsori del governo
Paolotto
27 mar 2008 - 00:58 - #5Milva, la comunista.
Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati.
Che schifo. La prossima volta che sento qualcuno che si gloria di essere comunista gli chiedo quanti soldi ha fregato al fisco.
markk0
27 mar 2008 - 08:50 - #6prima accertati di quale lavoro faccia, però, perchè di operai con sette milioni di euro in Lichtenstein non ne ho ancora conosciuti…
ma
27 mar 2008 - 12:04 - #7per ora si può solo dire che sono capitali (patrimoni) all’estero, e sappiate che non è illegale di per se avere patrimoni all’estero, anche nel Lichtenstein.
Visto che poi risalgono al 2002, si può configurare in linea di massima una mancata di chiarazione di esportazione di capitali e di errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi, ma fino a prova provata non si verifica alcuna evasione fiscale se quei soldi sono stati dichiarati e poi esportati.
Tananga
27 mar 2008 - 17:03 - #8…ed io non sono purtroppo uno dei 100… :-)
markk0
27 mar 2008 - 18:51 - #9si, certo, sono stati dichiarati e riesportati, come no…
ma
27 mar 2008 - 21:37 - #10in italia vige il principio secondo cui va provata la colpevolezza e non l’innocenza, quindi…