Cgil: il mercato immobiliare di Milano è incompatibile con i redditi

Gli affitti in Città rimangono troppo alti


A rimetterci sono soprattutto i giovani, coloro che scalpitano per andarsene dal nido genitoriale. Ma non possono: gli affitti troppo alti sono insostenibili. Se ci fossero degli stipendi adeguati sarebbe diverso, ma per un bilocale che costa in media 700€ e uno stipendio di 1200€, di soldi per vivere ne rimangono pochini. Dunque "bamboccioni" per necessità, oppure costretti a condividere lo spazio con altre persone pagando 350-400 per una stanza.

Nessuna novità: è una condizione diffusa a Milano. A pochi chilometri di distanza, Torino per esempio, c'è una situazione diversa, con affitti più sostenibili. Dalla Quarta indagine sulla condizione abitativa a Milano elaborata dalla Camera del lavoro metropolitana della Cgil emergono però dati interessanti: in città si contano 81mila casa sfitte, sia private che pubbliche. Un'esagerazione.

Secondo lo studio del sindacato c'è un altro dato apparentemente inspiegabile: gli affitti dal 1999 a oggi sono aumentati in media del 170 per cento. Una corsa destinata a fermarsi perché i canoni richiesti dal mercato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 40mila euro annui. Considerato che il 77 per cento delle famiglie ha uno stipendio minore ai 20mila, si capisce bene come affittare stia diventando un privilegio per pochi eletti.

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