Sicurezza a Milano, il ministro Alfano manda 140 agenti in più

La decisione del Viminale dopo i morti di Niguarda

Vi ricordate questo giorno di agosto di ormai cinque anni fa (vedi foto-ricordo qui sopra)?

E' stata scattata il giorno dell'arrivo dell'esercito a Milano: è infatti dal 2008 che si lamenta la mancanza di agenti, punto fermo da cui si è sempre snodata la polemica "non ci servono i soldati, non siamo in guerra: sono gli agenti che sono pochi".

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nei giorni scorsi ha disposto l'invio di 140 unità delle forze dell'ordine a Milano per intensificare il controllo del territorio. Il tutto una settimana dopo la terribile tragedia di Niguarda - proprio sabato sono stati celebrati i funerali delle tre vittime della furia di Mada Kabobo, Alessandro Carolè, Ermanno Masini e Davide Carella -.

Giuliano Pisapia ha espresso un parere molto positivo sull'arrivo degli agenti in città:

"Giudico molto positivamente la decisione del Ministro dell'Interno di mandare a Milano 140 uomini. In molte occasioni avevo chiesto in passato un rafforzamento della presenza delle Forze dell'ordine a Milano, altrettanto importante è mettere a disposizione di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza le risorse e i mezzi necessari, tagliati negli ultimi anni, per svolgere il loro compito. Le Forze dell'ordine hanno la competenza e la formazione per affrontare al meglio le necessita' di una grande città come Milano. La sicurezza è una delle priorità della nostra Amministrazione e siamo convinti che la collaborazione tra tutti, e non certo la strumentalizzazione di fatti drammatici, sia il miglior modo per ottenere risultati positivi"

Dello stesso avviso il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni:

"Ottima notizia. E' una decisione che dimostra la sensibilità del ministro Alfano, che ho incontrato giovedì a Roma e a cui avevo appunto chiesto interventi per rafforzare la sicurezza urbana, Espressa la mia soddisfazione, aggiungo però che il rafforzamento non deve essere cosa di un mese ma permanente e che la prevenzione non può essere centrata solo su Milano, ma deve riguardare tutta la Lombardia. La nostra Regione è pronta a redigere una mappa del rischio zona per zona di tutta la Lombardia, collaborando con il ministero dell'Interno nella individuazione delle aree in cui concentrare l'opera di prevenzione urbana"

Meglio tardi che mai, come si dice...Anche se per certi versi il tutto ricorda pericolosamente l'era Moratti. Il vento arancione ormai è lontano anni luce.

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