Sgombero dello Zam: scontri con la polizia davanti a Palazzo Marino

Tensione durante il presidio davanti alla sede del Comune.

19.07. Fumogeni, spintoni, cariche della polizia e qualche manganellata riportata anche nella foto qua sotto. La giornata dello sgombero dello Zam si sta concludendo com'era cominciato, con scontri tra forze dell'ordine in tenuta antisommossa e i manifestanti che hanno cercato di difendere il centro sociale di via Olgiati. I circa duecento ragazzi arrivati in corteo da Porta Genova hanno tentato di sfondare il cordone annunciando l'intenzione di voler entrare per fare un'assemblea. A quel punto le forze dell'ordine hanno respinto i manifestanti con delle cariche.


12.28. Vicenda conclusa per questa mattina, i ragazzi che erano saliti sul tetto sono appena scesi e lo sgombero si sta così per concludere. Questo pomeriggio corteo in partenza da Porta Genova alle 16 e presidio davanti a Palazzo Marino alle 18.

11.17. Luca Gibillini, consigliere comunale di Sel attento alle politiche giovanili e abitante in Barona, ha risposto alla richiesta di spiegazioni sul perché il Comune stia riuscendo - con parecchie difficoltà - a trovare un accordo per il Leoncavallo, mentre nulla è stato fatto per lo Zam.

La differenza è che il privato di Zam non ha in nessun modo accettato un dialogo con gli occupanti o il comune. È andato avanti per vie giudiziarie, mentre il proprietario delle aree di via Watteau si è seduto intorno a un tavolo con il Comune, le associazioni del Leoncavallo e un soggetto terzo (don Gino Rigoldi). Rimane, anche lì la difficoltà. La perdita di Zam è per me una perdita per la città, perché rappresenta un luogo che va riconosciuto come presidio sociale e di valore per la cittadinanza. Vedremo cosa succede, di certo dobbiamo affrontare la questione Zam in un modo molto diverso da quello dell'ordine pubblico. Spero che l'amministrazione colga l'occasione per avviare, aldilà di quello che succederà nei prossimi giorni, una riflessione con i soggetti sociali anche occupanti che svolgono una funzione sociale, come Zam.

10.44: Alcuni ragazzi sono saliti sul tetto e da lì stanno dettando le condizioni per scendere e riprendersi le loro cose. Alle ore 16 è previsto un raduno in Porta Genova e alle 18 un presidio davanti a Palazzo Marino.

Si sapeva che sarebbe successo e che era solo questione di tempo, dopo la decisione del privato che possiede lo stabile di via Olgiati occupato da due anni dai ragazzi dello Zam di riappropriarsi degli spazi che in questo lasso di tempo hanno ospitato “2 palestre, 3 palcoscenici, 2 sale concerto, 2 bar, 2 uffici, 1 redazione, decine di attività sportive per centinaia di persone, 160 m2 di pareti da arrampicata, oltre 200 concerti, oltre 100 appuntamenti culturali, 1 festival di cinema e documentari, 1 laboratorio teatrale, 1 laboratorio hip hop, migliaia di persone dentro e attraverso".

Le immagini: lo sgombero dello Zam

E quindi, è in corso lo sgombero dello Zam, le modalità sono le solite: di primo mattino è arrivata la polizia in via Olgiati portanto con sé delle ruspe. Una forma di resistenza è stata organizzata, tirando su barricate improvvisate con mobili e altro. Una resistenza che può solo, ovviamente, rallentare lo sgombero.

Mentre tutto questo è in corso tornano in mente le parole di alcuni esponenti di Sel al Comune: "Il privato proprietario di una specie di multinazionale deve vendere legittimamente il suo immobile. Per chiarezza, il comune o il Sindaco non possono nulla su quella proprietà privata".

È vero, ma fino a un certo punto: come dimostra il caso Leoncavallo, quando il Comune si impegna davvero per mettere attorno a un tavolo occupanti e proprietà è più facile che si trovi un accordo. In questo caso si è fatto almeno un tentativo?

Sgombero Zam
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