Teatro Lirico di Milano: parte il restauro?

Nessun privato si fa avanti, ai lavori provvederà il Comune. Resta da capire come sostenere 15 milioni di euro di costi con un bilancio disastrato.

Da 14 anni abbandonato al suo destino, in pieno centro e con alle spalle una serie di tentativi di farlo rinascere che fino a oggi si sono sempre conclusi con un nulla di fatto, il Teatro Lirico di Milano è una di quelle classiche "ferite aperte della città" (come amano dire gli amministratori) per le quali è difficile trovare una via d'uscita.

Riassumiamo le vicissitudini: il Lirico viene chiuso nel 1999, il Comune lancia una prima gara per privati e nel 2005 parte il restauro. Quattro anni dopo, però, il privato che aveva vinto l'appalto abbandona e bisogna ripartire da zero. A gennaio di quest'anno si chiude la prima gara pubblica della giunta Pisapia: qualcuno si fa avanti, la Trident Management del gruppo Live Nation (organizzazione concerti), ci sono dei sopralluoghi, ma poi l'interesse viene meno. La ragione? I soldi, troppi: si parla di circa 15/20 milioni di euro per rimettere in sesto gli 11mila metri quadrati del Teatro.

E quindi, nonostante il bilancio più che disastrato del Comune, si è scelta l'unica opzione rimasta: che sia proprio Palazzo Marino ad accollarsi l'onere della ristrutturazione. Per poi, probabilmente dopo l'estate, dare il via a un'altra asta pubblica ma questa volta solo per assegnare la gestione del Teatro Lirico inaugurato nel 1776.

Se il piano rimanesse quello originario, il gestore dovrebbe garantire 200 alzate di sipario e 9 mesi di attività dedicate alla sperimentazione di linguggi, creazioni multimediali, proiezioni di opere cinematografiche, trasmissioni televise oltre ovviamente a musica, teatro e danza. Il tutto per 30 anni.

Pisapia ha promessa la rinascita del teatro di via Larga entro la fine del suo primo mandato, 2016. All'assessore alla Cultura Filippo Del Corno il compito di riuscire nell'impresa.

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