Politecnico: i corsi in inglese bocciati dal Tar

L'italiano è lingua centrale e ufficiale in tutti i settori dello Stato, recita la Costituzione.

Un modo per rendere gli studenti più pronti a un mondo del lavoro globale o una soluzione che rende l'italiano marginale? Il Tar ha optato per la seconda scelta e ha così bloccato il progetto del Politecnico di estendere la lingua inglese a tutti i corsi delle lauree magistrali e dei dottorati. Attenzione, non nel senso che i corsi si sarebbero tenuti anche in inglese, ma che si sarebbero tenuti solo in inglese.

Una soluzione radicale approvata a maggio dello scorso anno dal Senato Accademico contro cui hanno fatto ricorso 150 professori. Già oggi al Politecnico ci sono 17 lauree magistrali, due triennali e 24 dottorati di ricerca che si tengono solo in italiano, secondo la nuova iniziativa la cosa si doveva estendere a tutti e 34 i corsi specialistici.

Quali le ragioni del Tribunale amministrativo? Le hanno spiegate a Repubblica Milano i magistrati Adriano Leo, Alberto Di Mario e Fabrizio Fornataro: "Le scelte compiute dal Senato accademico con le delibere impugnate si rivelano sproporzionate, sia perché non favoriscono l’internazionalizzazione dell’ateneo ma ne indirizzano la didattica verso una particolare lingua e verso i valori culturali di cui quella lingua è portatrice, sia perché comprimono in modo non necessario le libertà, costituzionalmente riconosciute, di cui sono portatori tanto i docenti, quanto gli studenti".

Ma c'è di messo anche la Costituzione, visto che all'articolo 6 si parla dell'italiano come di lingua centrale e ufficiale in ogni settore dello Stato. Insomma, non si possono sacrificare i valori culturali nel nome dell’internazionalizzazione.

Il Politecnico deve così dire addio, per il momento, all'idea di essere apripista di un nuovo modo di fare Università che avrebbe potuto essere un precedente per tutti gli atenei, soprattutto quelli "business oriented" (per usare un po' di inglese). Resta da vedere se deciderà di fare a sua volta ricorso, per il momento dalle parti del rettore Giovanni Azzone non arrivano repliche alla decisione del Tar.

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