"Milano è un'arma": intervista con Francesco Gallone - seconda parte -

Francesco Gallone ha scritto un libro, "Milano è un'arma" che è un pò una via di mezzo tra La Sacra Bibbia, la Commedia dantesca, e Il Pasto Nudo di Burroughs, il tutto pubblicato per i tipi di Eclissi Editore. Ok, forse in mezzo c'è anche un pizzico di Tondelli e una spruzzata di Bruce Sterling. Dimenticavo: i meccanismi narrativi spaccano a metà Borges, senza esagerare.

Per ora il libro ha ottenuto parecchi consensi; questa non-recensione e non-intervista potrebbero benissimo stroncare un nascente astro della letteratura? Forse. Ma intanto è utile sapere che la vicenda si snoda in una Milano che chiunque possa dire di avere vissuto almeno mezza giornata nella propria esistenza riconoscerà benissimo.

Centri sociali, marueghi, squatter, e tutta l'umanità assortita che popola la metropoli da Lambrate a Niguarda passando per Baggio, Comasina, e un pò dove vi pare. Ecco la seconda parte del'intervista, buona lettura.

Continuiamo con le domande innovative e originali. Milano e il noir; quali sono gli autori che ti hanno ispirato di più?

Il Duca Lamberti di Scerbanenco è il mio nero milanese preferito. E se devo fare altri nomi, non posso non riconoscere il mio fanatismo nei confronti poi del Gorilla di Dazieri, del Lopez di Genna e del Ferraro di Biondillo, dell'Ordine Pubblico di Camarca. Ma senza che nessuno se la prenda, Scerbanenco era più bravo. Per quanto riguarda il noir, comunque, direi che oltre ai succitati, grande è stata l'influenza del cinema, il nostro poliziottesco anni '70, John Woo, Callaghan...la serie tv di The Shield. Nella letteratura di nuovo Durrenmatt, ma è davvero difficile stabilire cosa nel mio minestrone sub-pop-culturale mi abbia influenzato.
Le mie influenze si potrebbero ridurre al film di Walter Hill "I Guerrieri della Notte", ed il romanzo Vampire$ di John Steakley. Il tutto condito con migliaia di pagine di fumetti. Ed i videogiochi degli anni '90, tipo Streets of Rage. Gli spaghetti-western. I romanzi di Neil Gaiman. Questa domanda è troppo difficile, e provo un senso di vertigine. Giuro. Mi gira la testa. Passiamo oltre.

Come va il libro? E' vero che a fare gli scrittori le donne svengono, ci stanno, le modelle ninfomani saltano fuori dai tombini?


Il libro pare andare bene. C'è gente che l'ha letto che mi scrive, entusiasta, alcune piccole realtà hanno manifestato interesse per questo romanzo che con un pizzico d'orgoglio ammetto essere "diverso". Divertente ed emozionante. Tra pochi giorni dovrei cominciare a presentarlo in giro. e se tutto va bene dovrebbero arrivare anche le prime recensioni. Per il resto, invece, sono signorino da quasi quattro anni, e comincio effettivamente a pensare che alberghi qualcosa di repellente in me, visto che da quando sono scrittore "ufficialmente" becco ancora meno di quando ero un semplice perdigiorno. Spero di poter presto confermare tale diceria, dunque, anche perchè ho intrapreso questa carriera abboccando alla stessa leggenda. Per cui, chiunque volesse contattarmi per porre fine alla mia solitudine sconsolata, può cercarmi sul mio blog oppure su myspace.

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