Bilancio del Comune di Milano: deroga per Expo 2015

I lavori per l'esposizione universale del 2014 non saranno vincolati al patto di stabilità. E la scrittura del bilancio potrebbe essere rinviata a settembre.

comune di milano

Due conquiste importanti per Giuliano Pisapia e la giunta milanese dopo la discesa dei sindaci italiani a Roma per chiedere il rinvio della presentazione dei bilanci dal 30 giugno al 30 settembre. Una richiesta motivata dal fatto che con tutte le incertezze che ci sono sulla questione Imu, è molto difficile per i comuni poter scrivere il bilancio.

La battaglia per il rinvio era partita proprio da Milano, alle prese con uno dei bilanci più difficili della storia meneghina (o almeno così è stato definito). Questa boccata d'ossigeno potrebbe rendere più leggera la manovra su Imu, Irpef e servizi che è comunque in preparazione: "In mancanza di risposte da Roma, noi siamo già pronti, anche se è una manovra che vorremmo evitare".

Altro capitolo è quello degli oneri di urbanizzazione: i sindaci hanno chiesto disponibilità al ministero a valutare un intervento per l’uso di questi oneri, oggi vincolati agli investimenti, per la spesa corrente degli enti locali. Significa poter utilizzare circa una trentina di milioni per spese e servizi.

Dal ministro Saccomanni sono arrivate risposte positive su questi temi. E anche su un altro argomento molto caro alla giunta Pisapia: la deroga al patto di stabilità interno per quanto riguarda le opere per Expo 2015. Non tutte, come si era chiesto in un primo momento, ma quelle riferite all'anno 2014, in cui ci sarà una gigante corsa contro il tempo per ultimare tutti i lavori. Circa 500 milioni di euro di cui 225 che riguardano spese infrastrutturali fondamentali per l’evento del 2015: linee del metrò e collegamenti vari sito.

Manca ancora l'ufficialità, ma che la cosa dovrebbe andare in porto lo conferma l'assessore al Bilancio Balzani: "Siamo entrati in una fase concreta di lavoro con il governo: limitando la richiesta di deroga a un solo anno sarà più facile ottenerla". A Palazzo Marino hanno ripreso a respirare, ma dalle parole bisogna passare ai fatti.

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